Un esemplare di foca grigia
Un esemplare di foca grigia
C'è qualcosa di più improbabile di una foca che si cimenta con la colonna sonora di Star War s? Probabilmente no. Eppure alla University of St Andrews, sono riusciti a insegnare a tre foche grigie come "copiare" i vocalizzi degli esseri umani e cantare con la propria "voce" il celebre tema della trilogia originale di George Lucas. Vedere e (soprattutto) sentire per credere.



SULLE NOTE DI STAR WARS
Per quanto bizzarro, l'esperimento si inquadra in uno studio serissimo sullo sviluppo del linguaggio umano, pubblicato sulla rivista Current Biology. Il lavoro dei ricercatori, ha coinvolto tre giovani esemplari di foche grigie cresciute in cattività, che sono state monitorate fin dalla nascita per definire quale fosse il loro naturale repertorio vocale.

Successivamente, gli animali sono stati addestrati a replicare alcuni celebri melodie, tra cui appunto il marchio di fabbrica di Star Wars e la ninna nanna in lingua inglese ‘Twinkle, Twinkle, Little Star’. L'obiettivo era capire se le foche fossero in grado di modulare suoni per loro del tutto nuovi, mettendo in moto un processo di adattamento simile a quello che permette agli esseri umani di usare le proprie corde vocali.

SENTI CHI CANTA ADESSO
In particolare, una delle tre foche, chiamata Zola, ha mostrato spiccate doti canore, riuscendo a riprodurre fino a dieci note esatte di una determinata canzone, un risultato ritenuto eccezionale. "Non si è trattato di repliche perfette, ma è comunque abbastanza impressionante, dato che questi non sono suoni tipici di una foca", ha spiegato la coautrice Amanda Stansbury.

Secondo i ricercatori, le prove raccolte offrono spunti interessanti per comprende l'evoluzione dell'apprendimento vocale, un'abilità cruciale per lo sviluppo del linguaggio umano. "Sorprendentemente, i primati non umani hanno abilità molto limitate in questo senso. Trovare altri mammiferi che usano il loro tratto vocale nel nostro stesso modo per modificare i suoni ci mostra come le abilità vocali siano influenzate dalla genetica e dall'apprendimento, e può anche aiutarci a sviluppare nuovi metodi per studiare i disturbi del linguaggio", hanno concluso gli autori.