Superbatteri nascosti tra la polvere
I superbatteri resistenti agli antibiotici si annidano un po' ovunque, anche nella polvere che riveste i mobili di casa. A suggerirlo è un nuovo studio a cura della Northwestern University dell'Illinois, secondo il quale potrebbero essere proprio gli esseri umani i responsabili della crescita di microbi potenzialmente pericolosi tra la sporcizia domestica.

C'È VITA TRA LA POLVERE
"Si è soliti credere che nella polvere sia tutto morto, ma non è proprio così", ha sottolineato l'ingegnere ambientale Erica Hartmann, prima firmataria dello studio. La sua squadra aveva messo nel mirino i granelli di polvere già nel 2016, riscontrando la presenza di geni correlati al fenomeno dell'antibiotico-resistenza.

A distanza di tempo, i ricercatori sono tornati sul tema raccogliendo campioni di sporco da 42 impianti sportivi nel nordovest degli Stati Uniti. I ricercatori hanno aspirato polvere da corridoi, uffici e palestre di centri di fitness privati, strutture pubbliche, scuole di danza, yoga e arti marziali.

DETERSIVI E SUPERBATTERI
La scelta dei centri sportivi non è stata casuale: al pari degli ospedali, in questi luoghi si fa abbondante uso di detergenti e sostanze antimicrobiche, un fattore che interessava molto gli scienziati. Il motivo è presto detto: l'analisi dei campioni ha messo in luce che tali composti erano  spesso accompagnati dalla presenza di DNA superbatterico, facendo supporre un possibile legame tra le due cose.

In particolare, i geni che conferiscono resistenza agli antibiotici erano più abbondanti dove c'erano tracce di triclosano, un antisettico usato in saponi e dentifrici, che tuttavia da un paio di anni è stato bandito negli USA dall'agenzia FDA.

PIÙ FORTI… GRAZIE ALL'UOMO
Al momento gli scienziati non sono in grado di dire con certezza se la simultanea presenza di antibatterici e geni per la resistenza agli antibiotici abbia un perché, ma hanno più di un sospetto. "In altre situazioni sappiamo che le sostanze chimiche antimicrobiche possono causare un aumento della resistenza agli antibiotici", ha detto Hartmann, "quindi penso che questi risultati forniscano una buona ragione per controllare meglio quello che succede nella polvere".

Il lavoro sembra insomma portare alla conclusione che l'esposizione ai residui di triclosano e composti simili spinga i batteri della polvere a sviluppare tolleranza verso i farmaci di uso medico, diventando di fatto più forti. Serviranno comunque altre indagini approfondite per avvalorare l'ipotesi; nel frattempo c'è un motivo in più per passare lo spolverino tra le mura domestiche.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su mSystems.