Dettaglio del poster – Foto: Europictures
Dettaglio del poster – Foto: Europictures

Per il suo esordio alla regia, l'attore e conduttore televisivo Francesco Mandelli, classe 1979, ha scelto di affrontare il tema del bullismo: il suo primo film da regista si intitola 'Bene ma non benissimo' ed esce nelle sale cinematografiche italiane giovedì 4 aprile. Ecco tutto quello che c'è da sapere, compresi trailer e recensioni.

BENE MA NON BENISSIMO, IL FILM
Un primo chiarimento da fare è questo: 'Bene ma non benissimo' è l'esordio solista di Francesco Mandelli, che si era già cimentato dietro la cinepresa in occasione del film 'La solita commedia – Inferno' (2015), ma in quell'occasione aveva lavorato accanto a Fabrizio Biggio e Martino Ferro.
Secondo dettaglio importante: stiamo parlando di una commedia, che nonostante la serietà dello spunto narrativo iniziale, cioè il tema del bullismo, abbraccia toni leggeri.

LA TRAMA
La storia è quella di Candida, una quindicenne orfana di madre che, quando il padre si trasferisce da Palermo a Torino in cerca di lavoro, lo segue e inizia a frequentare una nuova scuola. 
Qui viene subito presa di mira dai bulletti della classe e diventa amica di con un compagno timido, anch'egli fatto oggetto di bullismo. Il ricco padre di quest'ultimo, però, non vede di buon occhio la frequentazione del figlio, perché la ritiene inadatta al rango economico e sociale al quale ambisce.

IL TITOLO DEL FILM
'Bene ma non benissimo' è lo stesso titolo del brano del rapper Shade, torinese classe 1987 che compare nei panni di se stesso all'interno del film. Come lasciato intendere dal trailer, Shade riveste nella trama il ruolo del deus ex machina.

IL TRAILER


COM'È 'BENE MA NON BENISSIMO', LE RECENSIONI
La reazione della critica italiana ricalca un giudizio che è riassumibile con le medesime parole del titolo: bene, ma non benissimo. Del film piace l'idea che il bullismo sia trasversale e che venga praticato anche dagli adulti, dettaglio narrativo che consente di evitare facili semplificazioni nei confronti dei giovani, e piace anche la risposta solare, positiva e consapevole che al bullismo dà la giovane protagonista.

Non convince pienamente una sceneggiatura che cede spesso al discorso moraleggiante, infilando nella bocca di Candida discorsi poco verosimili per la sua età: una soluzione narrativa che indebolisce il suo atteggiamento nei confronti dei bulli, perché sembra in parte calato dall'alto e non invece figlio del suo modo di essere.

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