Giusy Buscemi interpreta Manuela in ’Un passo dal cielo 6’ in onda su Raiuno
Giusy Buscemi interpreta Manuela in ’Un passo dal cielo 6’ in onda su Raiuno

È bella, un regalo che le ha fatto madre natura. È giovane, ma non si tratta di un merito. È brava, e qui entrano in campo le sue doti e la voglia di migliorarsi. Ecco perché Giusy Buscemi, ex reginetta di bellezza nata in Sicilia 28 anni fa, oggi attrice in tv e sul grande schermo, madre di due bambini, ha deciso (anche) di finire l’università.

Come mai questo afflato culturale, in un un’epoca in cui l’apparenza sembra contare molto più della sostanza?

"Sarà proprio per questo (ride, ndr)... In realtà amo lo studio, l’approfondimento e credo fermamente nella crescita personale a qualsiasi età: per questo, anche se con un po’ di fatica visti i ritmi familiari e di lavoro, ho deciso di completare il ciclo di studi alla Sapienza, corso di laurea in Lettere a indirizzo musica e spettacolo".

Dove trova il tempo?

"Non è facile, occorre organizzarsi: tra set e figli (Caterina Maria e Pietro Maria, rispettivamente tre anni e un anno e mezzo, ndr.) sono riuscita a dare alcuni esami all’università; me ne mancano solo tre e spero di riuscire a chiudere questo cerchio entro l’anno. Inoltre, a breve, sarò impegnata ancora extra set per un progetto top secret".

Parlare di top secret a un giornalista è come invitare la lepre a correre. Racconti, di cosa si tratta?

"Un progetto legato alla coltivazione dei terreni; penso sia il futuro di tutti noi".

Lei è nata a Mazzara del Vallo, ha in programma un ritorno nella sua Trinacria?

"La Sicilia mi manca molto, paradossalmente sono finita a girare sui monti e ci sono rimasta a lungo per esigenze professionali; il set di Un passo dal cielo 6 - I Guardiani è infatti nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo, un luogo bellissimo ma molto diverso dai paesaggi della mia infanzia. Il rapporto con la natura per me è fondamentale, lo coltivato sin dalla nascita e sono fortemente legata alla terra: ho già iniziato a insegnare l’importanza di essere green anche ai miei figli".

Tradizione di famiglia...

"Sì, mio padre è impiegato ma ha dei terreni e tanta passione. L’idea è quella di ripartire con ulivi e vigneti, diversificando con qualcosa di più esotico".

Ovvero?

"Avocado, il frutto tropicale che ha trovato casa in Sicilia. Il sogno sarebbe riuscire a lavorare la terra con l’agricoltura biologica, utilizzando tecniche di coltivazione e che rispettino i cicli naturali. Questo per quanto riguarda la mia parte pratica".

E sul fronte professionale da attrice, quale sarà la prossima tappa?

"È entrato un progetto nuovo, sempre per la televisione, proprio in questi giorni, ma ancora non posso parlarne".

Darà vita a un personaggio in costume, visto che ha interpretato la Venere di Botticelli in Stanotte a Firenze con Alberto Angela?

"No, sarò una donna moderna, un personaggio molto attuale. Finalmente i tempi sono maturi anche per raccontare figure femminili in tutta la loro varietà, senza rimanere incollati a stereotipi sull’universo femminile".

Passando a quello maschile, un collega con il quale ha lavorato particolarmente bene?

"Un ragazzo, si chiama Andrea Arcangeli, ed è un attore che adesso sta spopolando: lo vediamo protagonista nella serie Romulus e su Netflix nel film dedicato a Baggio, Il divin Codino. Nel Paradiso delle signore interpretava mio fratello e, pur essendo di Pescara, è riuscito a parlare siciliano benissimo. Un attore di grandissimo talento: nonostante avesse un ruolo piccolo, ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto lavorare ancora con un collega così, creando belle sinergie anche sul momento. Ecco, è uno di quegli incontri belli che mi è rimasto".

Un altro uomo importante (molto) se l’è ritrovato anche dietro la macchina da presa: com’è farsi dirigere dal proprio marito, il regista Jan Michelini?

"Diciamo che entrambi abbiamo cercato di evitare questa situazione, più che altro perché non ne sentivamo l’esigenza. Come ripeto sempre per gioco, “così abbiamo qualcosa di diverso da raccontarci a cena“. Però posso assicurare che lavorare insieme in Un passo dal cielo è stato bellissimo: stimo Jan come regista e ammiro la passione che mette nel suo lavoro. Ma sono contenta di aver fatto episodi con altri registi per essere in una situazione meno protetta e potermi mettere alla prova".