Le bambole Barbie sono un’icona globale, nonché il brand principale di Mattel
Le bambole Barbie sono un’icona globale, nonché il brand principale di Mattel
Per la sessantaduenne Barbie il tempo sembra non passare mai, come si usa dire. Un lifting speciale l’aiuta. L’iconica bambola, che incarna la girl per eccellenza dell’immaginario americano, il passato addirittura lo ricicla, grazie a un patto eco-sostenibile con il diavolo (un buon diavolo in questo caso). Succede negli Stati Uniti e in Canada dove la Mattel, il colosso americano dei giocattoli, debutta nel giovane mondo dell’economia circolare con il programma di raccolta dell’usato Mattel PlayBack. Barbie e Ken, i mattoncini Mega, le automobiline Matchbox con cui i bambini non giocano più per raggiunti limiti di età, da ora avranno un futuro dietro le spalle: riciclo invece della discarica. Si trasformeranno in nuovi giocattoli. I...

Per la sessantaduenne Barbie il tempo sembra non passare mai, come si usa dire. Un lifting speciale l’aiuta. L’iconica bambola, che incarna la girl per eccellenza dell’immaginario americano, il passato addirittura lo ricicla, grazie a un patto eco-sostenibile con il diavolo (un buon diavolo in questo caso).

Succede negli Stati Uniti e in Canada dove la Mattel, il colosso americano dei giocattoli, debutta nel giovane mondo dell’economia circolare con il programma di raccolta dell’usato Mattel PlayBack. Barbie e Ken, i mattoncini Mega, le automobiline Matchbox con cui i bambini non giocano più per raggiunti limiti di età, da ora avranno un futuro dietro le spalle: riciclo invece della discarica. Si trasformeranno in nuovi giocattoli.

I genitori dei piccoli consumatori possono scaricare dal sito Mattel.comPlayBack l’etichetta per la spedizione gratuita delle bambole e delle macchinine abbandonate in una scatola. Destinazione recupero, per vivere una seconda volta come accade ai pupazzi del film Toy Story che escono alla riscossa dal magazzino in cui giacevano dimenticati.

Uno di questi, l’astronauta Buzz Lightyear ripeteva il motto "verso l’infinito e oltre", nel caso di Barbie&Co. lo slogan è piuttosto "all’infinito e oltre". Sì, perché l’obiettivo della Mattel è impiegare solo materie plastiche riciclate e riciclabili entro il 2030.

Chissà se a fare da apripista è stata l’artista americana Margaux Lange che ha creato una linea di gioielli in cui a brillare sono non diamanti, bensì parti di Barbie rotte. E così, la bambola che entra quasi in ogni casa dal 1959 si adegua ai tempi che stanno cambiando.

Del resto, se, come ha detto lo stilista Michael Kors, "la Barbie è tutto ciò che dovrebbe essere una ragazza americana", oggi questa ragazza deve essere anche un’ ecologista della Generazione Greta. Il re dei giocattoli mostra così un volto etico, che non è quello da pionieri della sostenibilità. L’economia circolare è un modello codificato di business che i grandi gruppi non possono più ignorare, ai tempi della fede nella riconversione verde.

Così fan (e faranno) tutti. Tra i grandi nomi del consumo di massa, Ikea si è mossa in anticipo con l’idea che "i nostri mobili prodotti meritino una seconda vita". La libreria sempreverde Billy non ha più un suo posto in casa? La catena svedese la riacquista e, dopo un veloce ritocco, la rimette in vendita nell’angolo delle occasioni.

Patagonia, il marchio degli amanti della natura, va oltre il recupero dell’abbigliamento usato in cambio di un buono, e addirittura contro il proprio interesse commerciale invita a sfruttare i suoi vestiti fino alla fine con il tutorial Worn Wear, che insegna come rattopparli. Una volta ci si arrangiava così per risparmiare denaro, ora per risparmiare l’ambiente.

Certo, nel mondo della moda l’abito verde fa tendenza già da molto tempo. Levi’s, dal 2015, raccoglie gli iconici jeans, sformati dall’uso, e ne fa nuovi modelli di seconda mano. Perfino Gucci fa sfilare sulla passerella i suoi tessuti riciclati. Nike, invece, da anni riutilizza la plastica e la schiuma delle vecchie scarpe, di qualsiasi marca, per realizzare non altre sneakers bensì superfici gommate per parchi giochi o imbottiture per tappeti. Sul sito, compare la mappa dei negozi in cui è attivo il programma Reuse a Shoe.

E, di questo passo, si potrebbero fare centinaia di esempi di economia virtuosa, in ogni settore. Il filo rosso è certamente la nuova cultura della produzione a ridotto impatto ambientale che - ovviamente non a caso - è anche in linea con i valori dei giovani di oggi, i consumatori di punta. Del resto, Mattel nell’anno del Covid ha visto moltiplicare il giro d’affari, tanto che nel primo trimestre del 2021 ha realizzato il record di vendite degli ultimi sei anni.