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11 giu 2022

Bambino vagabondo, poi medico premio Nobel L’incredibile Capecchi: tra il nazismo e l’America

11 giu 2022
beatrice bertuccioli
Magazine
Una scena di “Hill of Vision“ di Faenza
Una scena di “Hill of Vision“ di Faenza
Una scena di “Hill of Vision“ di Faenza
Una scena di “Hill of Vision“ di Faenza
Una scena di “Hill of Vision“ di Faenza
Una scena di “Hill of Vision“ di Faenza

di Beatrice Bertuccioli Durante gli anni della seconda guerra mondiale Mario Capecchi è un ragazzino affamato e solo, costretto a imparare in fretta il modo per sopravvivere, mendicando e rubando. Una storia, la sua, che parla di capacità di resistenza e di riscatto, perché quel ragazzino analfabeta diventerà un grande scienziato. E se i suoi studi in campo biomedico gli sono valsi nel 2007 il Nobel per la Medicina, la sua infanzia avventurosa meritava di essere raccontata. È quello che fa Roberto Faenza nel film Hill of Vision (dal 16 giugno al cinema), con la ferma volontà di portare successivamente il film nelle scuole affinché i ragazzini di oggi possano prendere esempio dal coraggio e dalla forza di quel bambino di allora. Faenza e la produttrice Elda Ferri hanno incontrato più volte il professore Capecchi, oggi 84enne, a Salt Lake City, presso la cui università lavora da anni. "Una storia che può sembrare incredibile ma è la sua vera storia, come lui ce l’ha raccontata", sottolinea Faenza. La madre di Mario, Lucy Ramberg (interpretata da Laura Haddock), è americana, originaria dell’Oregon, una poetessa antifascista, mentre il padre, Luciano Capecchi (Francesco Montanari), di Verona, è un fanatico fascista, pilota dell’Aeronautica militare. Non sono sposati e l’intesa tra i due finisce presto. Lucy va quindi a vivere con il piccolo Mario sul Renon, un altopiano vicino a Bolzano, ma quando lui ha soltanto cinque anni, lo affida a una famiglia di contadini del luogo. Mentre tenta di fuggire in Francia, Lucy viene catturata e portata nel campo di concentramento di Dachau. "Mamma non ha mai voluto parlare di cosa le è successo durante la deportazione e per non farla soffrire, ho smesso di chiederglielo", dice Mario (il giovanissimo Lorenzo Ciamei). Ma dopo la cattura della madre, Mario lascia la casa dei contadini e inizia ...

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