Foto: Matthias Clamer/Netflix
Foto: Matthias Clamer/Netflix
La prima serie TV italiana prodotta da Netflix è stata 'Suburra – La serie', storia dell'anima oscura di Roma, fra politici corrotti e criminali incalliti. La seconda produzione televisiva italiana di Netflix è ancora ambientata nella capitale e racconta l'anima oscura di un gruppo di adolescenti: si intitola 'Baby', ha in colonna sonora 'Torna a casa' dei Maneskin ed è ispirata al vero scandalo delle baby squillo dei Parioli, esploso nel 2013. Il colosso dello streaming pubblica la prima stagione venerdì 30 novembre ed è dunque giunto il tempo di capire cosa abbiamo di fronte.

BABY, LA SERIE TV

Lo scandalo vero esplose quando emerse un giro di prostituzione che coinvolgeva due ragazze romane, una di quattordici e l'altra di quindici anni: sono seguiti processi e condanne.

Ispirandosi liberamente a quel fatto, gli autori di 'Baby' hanno deciso di provare a raccontare l'adolescenza da un punto di vista relativamente inedito, per la produzione televisiva nostrana, andando proprio a scandagliare il desiderio di trasgressione dei giovani nei suoi angoli più cupi e destabilizzanti. È uno spunto interessante, ma anche molto delicato, perché ci vuole un attimo a scadere nel voyeurismo e nell'approssimazione.

CHI C'È DIETRO BABY
Gli autori della serie TV sono i giovani Antonio Le Fosse, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti, Giacomo Mazzariol e Re Salvador, che insieme formano il collettivo GRAMS, ai quali si sono aggiunti Isabella Aguilar e Giacomo Durzi.

Andrea De Sica ('I figli della notte') e Anna Negri ('In principio erano le mutande', 'Riprendimi') si sono invece spartiti la regia degli episodi che compongono la prima stagione.

Infine, nel cast troviamo Benedetta Porcaroli (che interpreta Chiara), Alice Pagani (Ludovica), Riccardo Mandolini (Damiano), Chabeli Sastre Gonzalez (Camilla), Brando Pacitto (Fabio), Mirko Trovato (Brando), Lorenzo Zurzolo (Niccolò), Isabella Ferrari (Simonetta), Claudia Pandolfi (Monica), Paolo Calabresi (Saverio), Galatea Ranzi (Elsa) e Massimo Poggio (Arturo).

IL PRIMO TRAILER


COSA POSSIAMO ASPETTARCI DA BABY?
Un assaggio di ciò che vedremo a partire dal 30 novembre è stato proposto a un gruppo selezionato di giornalisti e al momento non è possibile parlare della serie TV nella sua interezza (i giornalisti non l'hanno vista tutta).

La prima impressione è che 'Baby' non sia all'altezza di 'Suburra', precedente serie italiana prodotta da Netflix, perché non ha saputo gestire al meglio le ambizioni che ha messo in campo. Per chi fosse genuinamente interessato a un efficace racconto del lato oscuro dell'adolescenza, resta un faro imprescindibile la serie TV britannica 'Skins' (2007-2013).

IL TRAILER CON LA CANZONE DEI MANESKIN
Molte immagini sono riprese dal primo trailer, ma in questo caso è stato aggiunto il brano 'Torna a casa' dei Maneskin, che farà parte della colonna sonora dell'episodio conclusivo della serie.



BABY, COME VEDERE LA SERIE TV
La prima stagione è composta da sei episodi di circa cinquanta minuti l'uno e, considerato l'argomento trattato, la visione è consigliata ai maggiori di 14 anni. Per guardare 'Baby' bisogna essere iscritti a Netflix e attendere il 30 novembre, quando verrà pubblicata nella sua interezza.

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