Giovanni Morandi È finito il 2020 e già questo è un bel risultato. Siamo sulle soglie del Capodanno e immaginiamo la baldoria che faranno a Napoli. Li capiamo. Essere arrivati in fondo all’anno è un risultato da festeggiare. Abbiamo vissuto quel che non potevamo immaginare e il 2019 ci sembra lontano...

Giovanni

Morandi

È finito il 2020 e già questo è un bel risultato. Siamo sulle soglie del Capodanno e immaginiamo la baldoria che faranno a Napoli. Li capiamo. Essere arrivati in fondo all’anno è un risultato da festeggiare. Abbiamo vissuto quel che non potevamo immaginare e il 2019 ci sembra lontano secoli dopo le prove affrontate. Nonostante tutto pensavamo che la brutta esperienza non ci avrebbe cambiato, ora non ne siamo più sicuri.

Non è cambiata solo la vita fuori, non solo le città, le strade, siamo cambiati noi, dentro, e guardiamo con ansia agli effetti che ha prodotto la solitudine. Poter rimanere a casa senza andare in ufficio ci sembrava un sogno, abbiamo avuto l’opportunità di sperimentare la vita ubiqua e il lavoro da remoto e ne abbiamo scoperto il lato oscuro ed equivoco. Stare soli fa male. Bisogna vivere insieme e all’aria aperta, bisogna toccarci. Possiamo prevedere con una certa attendibilità che saremo uomini e donne diversi. Con la pandemia l’epoca passata è stata definitivamente chiusa, il nuovo ha acquisito una componente biografica imprescindibile.

Se le generazioni dei padri potevano immaginarsi staffette di collegamento tra i vecchi e i giovani, il 2020 ha dimostrato che i giovani dovranno fare e faranno meglio da soli e penso sia quello che vogliono. I vecchi forse hanno ormai poco da insegnare. Siamo rimasti chiusi in casa, ad ammazzarci di noia eppure quante cose sono state fatte e quante sono cambiate. Chi avrebbe immaginato che il male si sarebbe rivelato tanto creativo? Auguri mondo.