Il linguaggio del corpo non è un segnale affidabile che ci sia davvero attrazione
Il linguaggio del corpo non è un segnale affidabile che ci sia davvero attrazione

Sorrisi, risate, sguardi, imitare i gesti l'uno dell'altro: tutti segnali del linguaggio del corpo che di solito ci fanno pensare che un appuntamento sta andando bene. Attenzione però, prima di lanciarsi alla carica: come termometro per misurare la temperatura dell'attrazione reciproca, meglio non fidarsi troppo delle manifestazioni evidenti, perché gli indizi che è scattato quel clic reciproco si celano molto più in profondità. Se le frequenze cardiache e la sudorazione si sincronizzano, ecco: ci siamo. Lo ha scoperto una ricerca condotta dall'Università di Leiden, nei Paesi Bassi, la prima a individuare questa sintonia a livello fisiologico come indicatore dell'attrazione sessuale. Certo che qualcosa di un po' più lampante farebbe comodo, per facilitare l'esito soddisfacente di un tête-à-tête.


Le regole dell'attrazione

Gli psicologi hanno invitato 140 giovani single fra i 18 e i 37 anni che non si conoscevano e li hanno accoppiati a caso per un appuntamento al buio, facendoli accomodare in apposite cabine attrezzate per l'esperimento. L'appuntamento era scandito in diverse fasi: prima le due persone si guardavano per tre secondi senza parlare, poi potevano parlare per due minuti, infine passavano altri due minuti faccia a faccia ma senza parlare; dopo ognuna di queste interazioni esprimevano un punteggio sull'attrazione che sentivano. In ogni momento venivano rilevati i movimenti degli occhi grazie ad appositi occhiali e l'attivazione del sistema nervoso, misurata attraverso la frequenza cardiaca e la conduttanza cutanea, un modo per registrare le variazioni nelle caratteristiche elettriche della pelle attraverso la sudorazione.

"Abbiamo scoperto che se le due persone erano attratte l'una dall'altra, le loro frequenze cardiache si sincronizzavano", dice l'autrice principale dello studio Eliska Prochazkova, "Se quella di una persona aumentava, aumentava anche quella dell'altra. Se diminuiva, diminuiva anche quella dell'altra. La conduttanza cutanea seguiva lo stesso andamento. L'attrazione reciproca nelle coppie sembra crescere se si sincronizzano a questo livello profondo".

Un antico meccanismo evolutivo

Ma come si innesca questa concordanza di funzioni automatiche su cui non abbiamo alcun controllo razionale? Secondo i ricercatori la spiegazione potrebbe trovarsi in quelle micro espressioni – come certi piccoli battiti di ciglia – che non vediamo a occhio nudo, ma che percepiamo a livello inconscio. In qualche modo ci avvertono che si è innescata una comprensione emotiva e così aumenta la frequenza cardiaca.

Non che manchino i segnali visibili e che siamo in grado di controllare: le donne dell'esperimento usavano spesso gesti e sorrisi, gli uomini invece fissavano più a lungo lo sguardo sul viso, gli occhi e il corpo. Ma non si sono rivelati indicatori affidabili che poi, alla fine, l'attrazione fosse reale e reciproca. " Sono i segnali invisibili e interni a determinarlo", conclude Prochazkova; "La ricerca dimostra che gli antichi meccanismi evolutivi hanno ancora un impatto enorme sul nostro comportamento".

Lo studio è stato pubblicato su Nature Human Behaviour.