di Eva Desiderio

"Il momento storico che viviamo ci ha fatto riscoprire e apprezzare l’importanza delle vere emozioni essenziali e fondanti della nostra vita, in primis l’amore e il romanticismo con tutta la sua energia e bellezza". Risponde così Raffaella Fusetti, Creative Director Atelier Emé quando le domandi del ritorno dei sentimenti di uomini e donne oggi. Una riflessione che arriva da una professionista del fashion di grande esperienza e da una donna che conosce bene i sogni delle spose che vedono in quei pizzi e in quei ricami il compimento di ogni desiderio di felicità. Ma come sta va il settore bridal dopo lo stop alle cerimonie per la pandemia.

Cara Raffaella, sono tornati i matrimoni?

"C’è grande voglia di sposarsi e fare festa, sempre in sicurezza. Le coppie si sposano anche in giorni diversi da quelli tradizionali, dunque non solo nel weekend ma anche durante settimana. Inoltre sono sempre di più le spose che vengono da noi in atelier a scegliere l’abito ‘last minute’. Il segno dei tempi incerti che viviamo".

Quali le nuove tendenze per il vestito?

"C’è un ritorno alle tradizioni, ad abiti che diventano una celebrazione dell’artigianalità: inserti in macramè, dettagli crochet preziosi, delicati intarsi e motivi geometrici. Gettonato è lo stile anni ’20 con georgette di seta, dettagli Art Déco, intarsi e pizzi che impreziosiscono gli abiti da femme fatale, romantiche e seducenti. Infine, abiti da sposa eterei, puri per il bianco e i materiali, dalla georgette alla duchesse, al raso e all’organza tripla".

Atelier Emé lancia una campagna molto seducente e dolce. E l’ambassador di questo nuovo corso romantico è la testimonial Emi Renata Sakamoto, modella e fitness trailer. Perché avete scelto di scattare nella campagna toscana?

"Lo scorso anno nelle Saline di Marsala e adesso in Toscana abbiamo voluto celebrare attraverso le immagini di campagna la nostra Italia. Quest’anno l’ambiente rurale toscano fa da scenario (con un treno d’epoca a vapore chiamato ’Regina’) alla collezione che si lega alla location per tre temi chiave: ’Anima e tradizione’ che richiama l’artigianalità e il know how italiano, ’Essential’ dalle linee essenziali ed eleganti, e ’Dalla Luna alle Stelle’ di ispirazione anni ‘20. Da qui la scelta del treno che richiama agli ’anni ruggenti’. In ogni foto Emi Renata è una testimonial piena di fascino".

Emi Renata ha nonni paterni giapponesi ma nati in Brasile; nonni materni originari di piccolo paesino calabrese. Dunque ha percorso a ritroso questa bella storia fino al fatidico ’sì’ che pronuncerà in Italia. E’ dunque una sposa vera!

"Proprio così! E’ una ragazza stupenda, ma l’idea di poter avere come volto di campagna una modella che abbracci il mondo di Atelier Emé avendo fatto un percorso insieme a noi di costruzione dei suoi abiti da sposa è una cosa entusiasmante e vincente. Non è solo una testimonial ma rappresenta la sposa Atelier Emé che insieme a noi ha sognato e abbracciato i valori del brand in questi mesi".

Perché la scelta del ritorno agli anni ’20?

"Perché cade il centenario degli ’anni ruggenti’. Fu un periodo di grandi cambiamenti sociali, soprattutto per la figura femminile che si emancipò. Dal taglio di capelli più corto alla scelta dei vestiti destrutturati ma pur sempre femminili".

Quanto sono ancora importanti il pizzo e il velo per le spose di oggi?

"Moltissimo. La parte di collezione ’Anima e tradizione’ presenta pizzi pregiati e veli importanti".

Ci sono nuove proposte per le seconde nozze?

"La linea ’Essential’ è adattissima: il completo giacca e pantalone o cache coeur e giacca sono le proposte che facciamo all’interno dei nostri Atelier".