Asia Argento

Roma, 14 agosto 2017 - Trasgressiva? No, non lo è. O se lo è, è una trasgressione naturale. Perché così è la sua vita, il suo modo di viverla. Senza nessuna voglia di stupire gli altri. Lei è così, e basta. «Sono una freak, una outsider. Ma prima di tutto, sono sincera». Asia Argento, quarantun anni che sembrano dieci di meno. Attrice, regista, cantante, sceneggiatrice. Figlia di Dario, re del cinema horror, amato e venerato anche oltreoceano. Ma il suo è forse uno dei rari casi in cui un figlio d’arte supera, per fama, il padre. Due David di Donatello vinti come miglior attrice protagonista, una carriera che l’ha portata a Hollywood e a Parigi, al lavoro con i più grandi registi da Gus Van Sant a George Romero, da Sofia Coppola a Olivier Assayas.

E fra un film e l'altro, l’amore tumultuoso con Morgan, il cantante dei Bluvertigo, da cui ha avuto la figlia Anna Lou; il matrimonio con il regista Michele Civetta, che le ha dato il figlio Nicola Giovanni. E adesso, una relazione che descrive come più matura e che da poco non nasconde più: quella con lo chef newyorkese Anthony Bourdain, star della tv, che gira tutto il mondo con il programma Cucine segrete. Asia vive con i due figli: la più grande, Anna Lou, già bella come lo era lei, adolescente: già molto rock, ma senza nessuna voglia di fare l’attrice. «Mi alzo la mattina alle sette, porto i figli a scuola, faccio ginnastica e faccio la spesa, tutto qui: altro che trasgressione», dice. E poi, certo, se le chiedi qualcosa, dice quello che pensa. Non si nasconde dietro frasi diplomatiche e non so. Per questo non ama le interviste, perché si mette a nudo. E per questo è bello parlare con lei.

Asia, cominciamo proprio da qui. La hanno sempre descritta come una donna trasgressiva.

«E invece sono solo una donna sincera. Non conosco altri modi di essere. Ma non è qualcosa che mi ha portato fortuna, nella vita. Però la mattina mi guardo allo specchio e non mi sento un essere umano bugiardo, come chi fa finta di esser buono e bravo, e sono i peggiori».

Ha iniziato a fare cinema da bambina: ha già trentadue anni di carriera. Come vede i suoi primi quarant’anni?

«Sono fortunata: ho sempre scelto quello che volevo fare. Ho detto di no a fiori di registi, che poi non mi hanno più chiamata, come Virzì, Bellocchio, Salvatores: ma in quel caso il personaggio non mi convinceva, non potevo mica farlo. Non mi sono mai unita alle cricche, agli amici degli amici. E l’ho pagata».

Quando?

«Molte volte mi sono presa tante bastonate».

In quali occasioni?

«Per esempio, per la scena del bacio col cane, nel film Go Go Tales di Abel Ferrara. Sono stata crocifissa, per quella scena. Era una scena che veniva richiesta dal film e l’ho fatta, ma non è che io sia una morbosa, una perversa che ama fare quelle cose».

Recentemente è stata attaccata per un tweet su Giorgia Meloni.

«E anche in quel caso, un po’ per colpa mia, non sono stata capita. Non ce l’avevo con l’aspetto fisico della Meloni, ma con l’opulenza che si percepiva. Quel ristorante dove stava mangiando era molto costoso: ecco, mi aveva colpito l’opulenza della politica in un momento di crisi».

La hanno attaccata anche quando mostrò il dito medio ai fotografi a Cannes.

«Anche in quel caso, se fossi un genio della comunicazione, ci avrei pensato prima, l’avrei fatto per far parlare di me. Invece ero solo annoiata dall’ennesimo tappeto rosso da fare, e ho pensato: basta fare la femminuccia, l’albero di Natale con i gioielli addosso. Tutte cose che non mi piacciono. E mi è venuto naturale quel gesto. Se avessi immaginato il putiferio che è successo non l’avrei mai fatto. Non sono calcolatrice, vivo l’istinto, l’attimo. E poi: ma perché un uomo come Quentin Tarantino lo può fare e tutti gli dicono ‘ah, che bravo’, e una donna no?».

Forse i media prendono tutto troppo sul serio.

«Soprattutto, io faccio gioco ai media. Perché sono un freak, uno di quelli che i ‘normali’ possono deridere e insultare perché si sentono superiori».

Oggi lei vive da madre single.

«Sì: sono una madre sola, con i padri che non aiutano: non parlo di soldi ma di presenza. Ho trovato due uomini su due che non si prendono le loro responsabilità».

Ma Morgan starà dietro alla figlia…

«Macché, lasciamo perdere. E io a prendermi la croce e portarla: e me la porto anche allegramente. Meglio sola con due bimbi meravigliosi che con un uomo fra le scatole».

Adesso però qualcuno al suo fianco c’è...

«Ma non a casa mia! Con Anthony sono felice. Finalmente un uomo, non un pappamolle. È colto, intelligente, mi lascia i miei spazi e dà rispetto e collaborazione. È una bella persona. Matura, ma non per l’età. Forse l’uomo matura verso i 50 anni, e la donna a 40. Io sto iniziando».

Che film girerebbe, oggi, da regista?

«Vorrei raccontare la verità sull’adolescenza, che non è quell’età idilliaca che ci raccontano. Ma oggi non si può, non si possono più fare film come Christiane F. o come Kids di Larry Clark».

Crede in un futuro oltre la vita?

«Penso che lo spirito sia eterno. Forse c’è una reincarnazione: credo che a ciò che siamo, come spirito, venga data un’altra possibilità».

Recentemente, in un locale a Parigi, il Salò, ha portato performance di artisti, registi, attori, danzatori. Ama più lavorare in Francia che in Italia?

«In Italia è tutto più gretto: ogni cosa che dici ti si ritorce contro. Se un giornalista mi chiede ‘ti masturbi?’, magari rispondo, non ho problemi a dire la verità. Ma non è lo scopo della mia vita parlare di quello! E addirittura, poi, quello diventa il titolo dell’intervista. Sono altri i perversi, non io».