L'Arco di Trionfo, a Parigi
L'Arco di Trionfo, a Parigi

L'idea di imballare l'Arco di Trionfo risale ai primi anni Sessanta, ma non è mai diventata realtà: solo ora, dopo la morte di Christo Javasev (1935-2020), uno dei monumenti più iconici di Parigi si appresta a essere avvolto nella sua interezza da un tessuto blu argentato e da una corda rossa, entrambi riciclabili. In tutto saranno necessari 25mila metri quadrati di tessuto e 3mila metri di corda, e ci vorranno dodici settimane perché l'installazione sia completata. I lavori in loco inizieranno dopo le celebrazioni del 4 luglio (presa della Bastiglia) e termineranno entro il 18 settembre, giorno dell'inaugurazione ufficiale. L'opera sarà poi smontata a partire dal 3 ottobre, con l'obiettivo di liberare completamente il monumento in tempo per le celebrazioni del Giorno dell'Armistizio, l'11 novembre.

L'Arco di Trionfo imballato da Christo e Jeanne-Claude

L'idea di imballare monumenti è una delle firme più riconoscibili del progetto artistico portato avanti in comune da Christo e dalla moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon (1935-2009). È ad esempio successo con la Porta Pinciana di Roma, con il Pon Neuf di Parigi oppure il Reichstag di Berlino. Secondo quanto dichiarato dal nipote di Christo al quotidiano The Guardian, l'installazione è possibile perché prima di morire Christo e Jeanne Claude avevano pianificato l'operazione in ogni dettaglio. Non l'avevano mai proposta prima "perché pensavano che non avrebbero ottenuto i permessi necessari". L'installazione costerà quattordici milioni di euro ed è stata interamente finanziata dai proventi ottenuti con la vendita degli studi preparatori, dei disegni, dei collage e dei modellini del progetto, realizzati nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta.

Curiosità: come molte altre cose legate al mondo dell'arte, anche l'impacchettamento dell'Arco di Trionfo ha subito le ripercussioni della pandemia di Coronavirus. Avrebbe infatti dovuto essere realizzato l'anno scorso, in modo da coincidere con la mostra dedicata a Christo presso il Centro nazionale d'arte e di cultura Georges Pompidou.