Foto: Ines Carrara/iStock
Foto: Ines Carrara/iStock

Le colture intensive e il surriscaldamento globale stanno mettendo in pericolo la sopravvivenza delle api e, siccome i governi stentano ad agire in modo serio e deciso per contenere questi problemi, c'è chi sta ipotizzando soluzioni alternative all'impollinazione tradizionale: succede nei Paesi Bassi, presso la Delft University of Technology, dove i ricercatori stanno lavorando ad api-robot che possano sostituire gli animali estinti. Proprio come nell'episodio della celebre serie tv 'Black Mirror'. 

API-ROBOT E IMPOLLINAZIONE
Gli insetti, api comprese, sono fra i principali responsabili del trasporto del polline dalla parte maschile a quella femminile dell'apparato riproduttivo delle piante: si tratta di un processo denominato impollinazione e che è il principale meccanismo di riproduzione delle Gimnosperme e delle Angiosperme. Si calcola che nei Paesi Bassi le api siano responsabili dell'impollinazione dell'80% delle colture e questo spiega come mai la riduzione di questi animali sta preoccupando governo e ricercatori. Da qui l'idea di sostituire le api con dei robot pensati per svolazzare da un fiore all'altro.

LE API-ROBOT: UN PROTOTIPO
Per il momento è stato costruito un drone che per volare non utilizza la logica delle pale da elicottero, ma replica il funzionamento delle ali di un'ape. Lo scopo è di consentire la massima manovrabilità all'interno di spazi ridottissimi. I prototipi sono circa 55 volte più grandi di un'ape: hanno infatti un'apertura alare di 33 centimetri, pesano 29 grammi, possono raggiungere i 24 chilometri all'ora e la loro batteria assicura un'autonomia di sei minuti. Le loro ali battono 17 volte al secondo.

L'EVOLUZIONE DEI PROTOTIPI
L'obiettivo prossimo futuro è di ridurre grandemente le dimensioni dell'ape-robot, fino a renderla praticamente uguale alla sua controparte reale, senza però perdere in resistenza, che è un punto debole già nella versione grande. C'è un'ulteriore sfida da affrontare, perché bisogna migliorare enormemente i sensori montati sugli attuali prototipi e pensati per consentire ai robot di spostarsi di fiore in fiore evitando eventuali ostacoli (compresi altri robot): i primi esperimenti pratici hanno comportato collisioni in quantità.

IL FUTURO USO DELLE API-ROBOT
L'impiego delle future api-robot avverrà all'interno di serre, in modo da utilizzarle in un ambiente controllato: stiamo dunque parlando di un'innovazione tecnologica al servizio delle colture industriali e non è chiaro se ci sarà l'occasione per applicarla anche alle piante che crescono allo stato selvaggio. L'urgenza del progetto è però chiara, per chi ci sta lavorando. Infatti secondo il ricercatore Matej Karasek, intervistato dal Guardian: "Le api sono in pericolo a causa dell'uso di pesticidi e non sappiamo quale sarà il loro futuro. La nostra può essere una soluzione".

Leggi anche:
- Abbiamo 12 anni per fermare il surriscaldamento globale
- Sempre più animali velenosi a causa dei cambiamenti climatici
- Le pale eoliche causano l'aumento delle temperature?