Gli adulti più anziati e quelli più giovani fanno beneficenza in modo diverso
Gli adulti più anziati e quelli più giovani fanno beneficenza in modo diverso

Più avanzano gli anni, più le persone si dimostrano disposte a fare beneficenza, ma al tempo stesso restringono il "raggio d'azione" e preferiscono devolvere alle organizzazioni nazionali piuttosto che a quelle internazionali. Gli anziani sono più generosi dei giovani, insomma, a patto che i soldi restino a casa propria: lo ha osservato uno studio condotto da una squadra delle Università di Oxford e di Vienna, che voleva indagare come i comportamenti prosociali – ossia a beneficio degli altri – cambino in base all'età.

Durante i primi mesi della pandemia nel 2020, e quindi in un momento particolarmente drammatico, 46.500 persone di 67 paesi, dai 18 ai 99 anni, hanno risposto a un questionario che conteneva domande sulla loro personalità e il loro benessere e che indagava su quanto stessero rispettando le indicazioni sul distanziamento sociale. I partecipanti erano quindi posti di fronte a un dilemma: avendo a disposizione una cifra pari al reddito medio giornaliero del loro paese, quanto avrebbero voluto tenuto per sé e quanto invece sarebbero stati disposti a donare a un'organizzazione benefica impegnata ad aiutare le vittime della pandemia nel proprio paese, oppure nel resto del mondo?

Anche facendo la tara su alcune variabili (come ad esempio la situazione finanziaria dei partecipanti), si è notato che gli adulti più anziani destinavano più soldi in beneficenza rispetto ai più giovani. I primi però concentravano le donazioni sulle organizzazioni del proprio paese, i secondi le distribuivano più equamente fra organizzazioni nazionali e internazionali. Per quanto riguarda le norme sul distanziamento anti-contagio, più aumentava l'età più i partecipanti erano favorevoli a rispettarle.

"Le persone più anziane hanno mostrato un comportamento prosociale più spiccato – generosità e distanziamento – rispetto alle persone più giovani", commenta l'autrice principale Patricia Lockwood; "Tuttavia, con l'avanzare dell'età cambia anche chi le persone preferiscono aiutare. Man mano che le sfide del XXI secolo diventano sempre più globali, e dipendono sempre più dall'aiuto reciproco fra le persone, è fondamentale capire come possano rispondere le diverse fasce d'età".

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Nature Aging.