Foto: 20th Century Fox
Foto: 20th Century Fox

Il 2021 segna il trentennale dell'uscita al cinema del 'Silenzio degli innocenti', capolavoro indiscusso del genere crime/thriller, premiato al Festival di Berlino per la migliore regia e terzo lungometraggio nella storia a vincere i cinque Oscar principali: miglior film, regia, sceneggiatura, attore e attrice protagonisti. Proprio questi ultimi due, cioè i grandi Anthony Hopkins e Jodie Foster, hanno ricordato l'esperienza sul set e il lavoro accanto a Jonathan Demme. Ne sono venuti fuori alcuni aneddoti curiosi: per esempio che Hopkins era intimorito da Foster, che all'inizio non aveva compreso di cosa parlasse la trama e che alla prima lettura del copione lei ha sentito i brividi salirle lungo la schiena.

'Il silenzio degli innocenti' è una storia per bambini?

La conversazione, avvenuta rigidamente a distanza a causa della pandemia di Coronavirus, si è svolta nell'ambito di 'Variety Studio: Actors on Actors', cioè la serie realizzata dal famoso magazine (Variety, appunto) nella quale attori e attrici parlano del loro lavoro, anche entrando nei dettagli tecnici di ciò che fanno. Uno dei primi aneddoti raccontati da Anthony Hopkins riguarda quella volta che il suo agente gli ha proposto di leggere la sceneggiatura del 'Silenzio degli innocenti': lui ha chiesto se si trattasse di una storia per bambini, domanda che si comprende meglio tenendo conto che il titolo originale è traducibile 'Il silenzio degli agnelli'. L'agente ha risposto che no, era tutt'altra cosa. Di lì a poco, il suo assistito avrebbe scoperto che raccontava di una recluta dell'FBI incaricata di interrogare un intelligentissimo e spietato serial killer, che si trova in carcere, per farsi aiutare nella cattura di un altro omicida seriale.

Anthony Hopkins intimorito da Jodie Foster

Piccolo salto indietro nel tempo, prima che Anthony Hopkins termini la lettura della sceneggiatura: tempo una decina di pagine ed eccolo telefonare al proprio agente chiedendogli se c'erano reali possibilità di avere il lavoro, perché "questo è il ruolo migliore che abbia mai letto".
Un successivo incontro con il regista Jonathan Demme l'ha fatto salire a bordo del progetto, ma c'era ancora una cosa che preoccupava Anthony Hopkins: avrebbe dovuto recitare accanto a Jodie Foster, che nel 1977 era stata candidata all'Oscar grazie al film 'Taxi Driver' e nel 1989 l'aveva vinto con 'Sotto accusa'. "Avevo paura di parlare con te", confessa Hopkins a Foster, "avevi appena vinto un Oscar!".

I brividi lungo la schiena

Forse per questa ragione, forse anche per questioni meramente logistiche, i due protagonisti del film non hanno avuto modo di chiacchierare più di tanto, al massimo si scambiavano un rapido saluto. Poi è arrivato il momento della prima lettura di gruppo del copione. E qui accadde ciò che ogni regista spera accada: avere la conferma definitiva che la scelta del cast è stata quella giusta. Jodie Foster ricorda: "Appena hai iniziato a parlare come Hannibal Lecter ho sentito un brivido farsi largo attraverso la stanza. In un certo senso, dopo quel momento, è stato come se fossimo troppo spaventati per parlarci".

L'importanza dei dettagli

Ricordando il regista Jonathan Demme, morto nel 2017, le due star gli riconoscono un merito enorme: la capacità di lavorare sui piccoli dettagli e in questo modo di prendere una storia di genere, che rischia di essere stereotipata, e darle una forza e un'originalità eccezionali. Per esempio nella scena nell'ascensore dell'FBI, dove viene enfatizzato che la Clarice Starling di Jodie Foster è minuta, in confronto agli uomini grandi e grossi che la circondano: proprio in questo sta la sua forza, spiega l'attrice, nel fatto di essere potenzialmente una vittima e di potersi relazionare a quel mondo, e con Hannibal Lecter, in maniera del tutto imprevista.

La chiacchierata

Anthony Hopkins e Jodie Foster parlano a lungo anche di altri film. Chi volesse saltare subito al dunque, sappia che la parte relativa al 'Silenzio degli innocenti' inizia a 15:37.



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