Foto: NicoElNino / iStock
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Roma, 2 novembre 2020 - L’Antartide è l’unico luogo del mondo totalmente libero dal Covid, ma per mantenerlo tale c’è il rischio di mettere in secondo piano numerosi studi scientifici sul campo, alcuni dei quali fondamentali per tenere monitorato lo scioglimento delle calotte glaciali a causa del riscaldamento globale. Questa settimana, finalmente, riprenderà una importante operazione di ricerca esterna, con un team di quaranta scienziati che il 5 novembre partirà verso il continente.

Le spedizioni di ricerca in Antartide durante il Covid

Durante il Covid, in Antartide circa mille scienziati hanno lavorato per oltre sei mesi senza mai vedere la luce del sole. Il continente, inoltre, ha resistito all’arrivo dei primi turisti e al cambio delle squadre di ricerca. Finora è quindi andato tutto liscio, dato che il Coronavirus non ha mai toccato questa zona dell’emisfero australe della Terra. Il problema è che per proteggere l’Antartide sono stati interrotti i principali progetti di ricerca condotti da scienziati esterni e non appartenenti ai gruppi che vivono lì in maniera pressoché stabile. Ma i cambiamenti climatici (l’aspetto più urgente da studiare) non accennano a fermarsi, e il monitoraggio dei dati a scopo scientifico non poteva restare bloccato ancora per molto. Ecco perché, il 5 novembre, quaranta ricercatori si metteranno in viaggio per tornare sui ghiacci antartici, ovviamente seguendo dei rigidi protocolli anti contagio.

“C’è un disperato bisogno di tornare a fare ricerca in Antartide”

Giovedì, dalla cittadina inglese di Harwich, i ricercatori salperanno a bordo della Royal Research Ship James Clark Ross alla volta dell'Antartide. Il team di lavoro, composto da tecnici, subacquei, guide sul campo e altro personale di servizio, partirà al termine di una quarantena di 14 giorni e durante il viaggio la nave non si avvicinerà ad alcun porto, in modo tale da scongiurare qualsiasi rischio di entrare in contatto con il Coronavirus: “Il nostro principale obiettivo è impedire al Covid di raggiungere l'Antartide. Per farlo, abbiamo scelto solo personale sano e in forma che non presenta fattori di rischio Covid”, ha spiegato al Guardian John Eager, capo dell’operazione di ricerca.
L’imbarcazione impiegherà circa otto settimane per raggiungere la base scientifica britannica di Rothera, che è anche la capitale del territorio antartico britannico. In questa zona il ghiaccio si sta sciogliendo a ritmi allarmanti a causa del riscaldamento globale e la fauna selvatica (già a rischio) rischia di pagarne le conseguenze: “Non possiamo più rimandare i nostri progetti. Abbiamo un disperato bisogno di portare avanti programmi di ricerca completi in Antartide. Questo territorio ha così tanto da dirci… Speriamo di ripartire da dove ci eravamo interrotti”, ha commentato Jane Francis, direttore del British Antarctic Survey (BAS).