Annalisa Minetti (Instagram)
Annalisa Minetti (Instagram)

Roma, 10 gennaio 2019 - "Io da cieca non avrei messo al mondo un secondo figlio". L'odio social si scaglia anche contro Annalisa Minetti: la cantante, modella e atleta paralimpica che dall'età di 18 anni combatte con una malattia - una retinite pigmentosa - che porta alla graudale cecità, è stata attaccata duramente per una foto pubblicata qualche giorno fa dove con la figlia festeggia un 27 preso ad un esame. L'immagine è solo l'occasione per riversare insulti gratuiti. "Io non avrei messo al mondo degli figli che non potrei mai vedere - si legge in un altro post - credo che avrà una stregua di persone che l'aiutano...". E c'è chi aggiunge velenosamente: "Lei può, molti comuni mortali certo non hanno le sue possibilità...".

Ma lei, 42 anni, ex Miss Italia, già vincitrice di Sanremo, bronzo alle Paralimpiadi di Londra nei 1500 metri, e mamma di due bambini, non si fa certo scoraggiare dagli haters, a cui risponde per le rime, con stile e dignità. "Volevo rassicurare tutti sul fatto che io stia bene, che le parole di queste persone ignoranti e infelici non mi toccano - scrive l'artista -. Da anni sono abituata a sentirmi dire di non vivere e di tutta risposta io vivo e vivrò sempre di più. Cresco i miei figli come donna realizzata nella vita e nel lavoro; non sacrificando mai un dentino, una recita, una prima pappa nonostante questo mi costi fatica e a volta piango da sola di notte chiusa in bagno per la stanchezza". 

"Spesso per me è tutto molto più difficile - ammette Annalisa -, ma nonostante questo, e nonostante la vostra ignoranza io vivo cercando di essere all'altezza dei miei sogni e di quelli dei miei figli. Ho un uomo splendido accanto e la nostra casa è piena di sorrisi". Ci tiene poi a precisare che "le persone che mi aiutano sono quelle che mi amano, non lo stuolo di collaboratori che avete millantato. Purtroppo per chi mi augura di restare chiusa in casa, mi vedrete presto in nuove sfide per la musica e per lo sport". 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Volevo ringraziare @iacopomelio perché ha deciso di rispondere a quei pochi ignoranti che hanno giudicato la mia vita, il mio ruolo di madre e la mia natura di donna. Ringrazio Iacopo non solo per le belle parole spese per me ma sopratutto perché grazie a lui sono sommersa, da ieri sera, da messaggi di solidarietà. Volevo rassicurare tutti sul fatto che io stia bene, che le parole di queste persone ignoranti e infelici non mi toccano. Da anni sono abituata a sentirmi dire di non vivere e di tutta risposta io vivo e vivrò sempre di più Cresco i miei figli come donna realizzata nella vita e nel lavoro ; non sacrificando mai un dentino, una recita, una prima pappa nonostante questo mi costi fatica e a volta piango da sola di notte chiusa in bagno per la stanchezza. Perché si, spesso per me è tutto molto più difficile, ma nonostante questo, e nonostante la vostra ignoranza, io vivo cercando di essere all’altezza dei miei sogni e di quelli dei miei figli. Ho un uomo splendido accanto e la nostra casa è piena di sorrisi. Le persone che mi aiutano sono quelle che mi amano, non lo stuolo di collaboratori che avete millantato. Purtroppo per chi mi augura di restare chiusa in casa, mi vedrete presto in nuove sfide per la musica e per lo sport. E continuerò a condividere la felicità di crescere i miei figli con le tante persone che mi seguono e che sono nel mio cuore ❤️ #admaiora #grazie #annalisaminetti #minetti #ladiversitáèopportunità #grazie #iacopomelio #paratleta #singer #loveaboveall #noalbullismo #cyberbullismo #familyfirst #beselfconfident #love #pariopportunita

Un post condiviso da Annalisa Minetti (@annalisaminettiofficial) in data:

LA SOLIDARIETA' DI IACOPO MELIO - Nel post la Minetti rigranzia anche Iacopo Melio, il ragazzo disabile di 25 anni, autore del libro 'Facco salti altissimi', che ha dato vita alla Onlus #Vorreiprendereiltreno. Iacopo ha preso le sue difese via social e "grazie a lui sono sommersa, da ieri sera, da messaggi di solidarietà".

"Leggendo i vostri commenti capisco meglio perché ci sono ancora degli str**zi che parcheggiano nei posti riservati ai disabili senza averne diritto (o con il tagliando del nonno morto) - scrive Iacopo - o che fingono di esserlo con la compiacenza di alcuni medici per riscuotere la pensione, o che si lamentano perché al loro posto è stata assunto uno della 'categoria protetta' (magari più capace di loro, ma automaticamente idiota perché handicappato), o che al mare lanciano occhiate morbose perché hanno avvistato qualcuno di 'anormale'... Perché siete così ignoranti e complessati che avete bisogno di affossare tutto ciò che è diverso da voi, ma che comunque 'ce l'ha fatta' (e magari è più felice di voi) per sentirvi migliori... Siete solo delle 'persone' piccole".