di Piero Degli Antoni Il Lercio, sito umoristico di notizie clamorosamente false ma clamorosamente divertenti, lanciava qualche giorno fa lo strillo: "Toto Quirinale: spunta il nome del Maneskin". Un paradosso nutrito di realtà: ormai al gruppo rock romano niente pare impossibile: da X Factor a Sanremo, da Sanremo all’Eurovision Song Contest all’apertura del concerto dei Rolling Stones a Las Vegas. In questa eruzione di riconoscimenti assortiti spunta ora una voce, anzi un falsetto, critico: quello dei Cugini di Campagna. I quali sono emersi dal loro millenario eremo per protestare: "I Maneskin si sono esibiti negli Usa, prima dei Rolling...

di Piero Degli Antoni

Il Lercio, sito umoristico di notizie clamorosamente false ma clamorosamente divertenti, lanciava qualche giorno fa lo strillo: "Toto Quirinale: spunta il nome del Maneskin". Un paradosso nutrito di realtà: ormai al gruppo rock romano niente pare impossibile: da X Factor a Sanremo, da Sanremo all’Eurovision Song Contest all’apertura del concerto dei Rolling Stones a Las Vegas. In questa eruzione di riconoscimenti assortiti spunta ora una voce, anzi un falsetto, critico: quello dei Cugini di Campagna. I quali sono emersi dal loro millenario eremo per protestare: "I Maneskin si sono esibiti negli Usa, prima dei Rolling Stones, imitando, nel vestire I Cugini di Campagna. Basta copiare i nostri abiti", ha tuonato il gruppo dei gemelli Michetti. "Invece di imitare il nostro look per avere visibilità (avere visibilità? Mmmhh, mi ricorda qualcosa, ndr) consiglio ai Maneskin di essere più originali e soprattutto di crescere musicalmente". Quindi i Cugini hanno rincarato: "Tutti possono possono dire quello che vogliono, ma quest’anno noi festeggiamo i 50 anni di Anima mia, il nostro gruppo esiste dagli anni ‘70, tra poco faremo una maxi tournée negli Usa. Cari Maneskin fate qualcosa di meglio, come noi abbiamo fatto con la vostra Zitti e buoni". Cercate su Youtube il video della loro esecuzione davanti a un pubblico di attovagliati: ne vale la pena.

In effetti, il costume indossato da Damiano a Las Vegas era assai simile a quello scelto da Nick Luciani vent’anni fa: blusa aderentissima con le stelle, pantaloni a strisce. Un’idea sorprendentemente originale se si pensa che la bandiera americana è, guarda un po’, a stelle e strisce. Forse entrambi hanno rubato l’idea a Capitan America, e forse Capitan America a George Washington. Oddio, mi viene un dubbio: e se Mick Jagger avesse creduto di incontrare i Cugini di Campagna, e non i Maneskin? Forse l’anziano Rolling Stones è un fan del coetaneo complesso italiano e nottetempo, non sentito da alcuni, ama intonare Anima mia. Per favore, nessuno lo avverta del terribile errore, sicuramente indotto da una minorata capacità visiva.

A questo punto le accuse di plagio potrebbero essere numerose: Renato Pozzetto, formidabile interprete di Il ragazzo di campagna, potrebbe accusare i Cugini di avergli copiato il nome, in quanto ai cugini, be’, in giro non è difficile trovarne. D’altronde nella battaglia per la primazia dei costumi eccentrici, bisognerebbe ricordare almeno David Bowie che in quanto a abbigliamenti bizzarri e tutine aderenti non si è mai fatto mancare niente. Per il settore torso nudo inevitabile ricordare Iggy Pop (pare che nessuno lo abbia mai visto indossare una camicia e nemmeno una canottiera). E vogliamo parlare dei Kiss?

Il rock ha sempre vissuto di eccessi, non solo vocali ma anche estetici. Se il pop è una carezza gentile, il rock è un graffio stridente. I nostri amati Maneskin conoscono certamente i loro antenati musicali e si sono maliziosamente messi in scia, interpretando a meraviglia l’eccesso fatto regola. L’ideale, a questo punto, sarebbe se Maneskin e Cugini di Campagna organizzassero un concerto collettivo, tutti rigorosamente vestiti uguali, stelle, strisce e glitter un po’ dappertutto. Anima mia ma anche un po’ loro.