Il suo nome è Angela, Angela Lansbury, anzi: Dame Angela, e ieri ha compiuto 95 anni. Per gli amanti del thriller, però, è Jessica, Jessica Fletcher. Quale dei due nomi le sia più adatto è relativo, ma da noi tutti la conoscono come La Signora in giallo, scrittrice-detective dotata di una perspicacia assoluta nel risolvere i delitti. E così Angela è Jessica e viceversa. D’altra parte 263 episodi tv più cinque film, sempre per il piccolo schermo, della serie Murder, she wrote (sarebbe: Omicidio, lei ha scritto, e quindi meglio il titolo italiano) girati fra il 1984 e il 1996 sono difficili da dimenticare. Ma...

Il suo nome è Angela, Angela Lansbury, anzi: Dame Angela, e ieri ha compiuto 95 anni. Per gli amanti del thriller, però, è Jessica, Jessica Fletcher. Quale dei due nomi le sia più adatto è relativo, ma da noi tutti la conoscono come La Signora in giallo, scrittrice-detective dotata di una perspicacia assoluta nel risolvere i delitti. E così Angela è Jessica e viceversa. D’altra parte 263 episodi tv più cinque film, sempre per il piccolo schermo, della serie Murder, she wrote (sarebbe: Omicidio, lei ha scritto, e quindi meglio il titolo italiano) girati fra il 1984 e il 1996 sono difficili da dimenticare. Ma Angela è stata anche molto altro, perfino la Miss Marple di Agatha Christie in Assassinio allo specchio e, a 93 anni, la signora dei palloncini nel remake di Mary Poppins.

In mezzo tanto teatro, soprattutto musicale, e film di grande spessore a partire dall’esordio in Angoscia di George Cukor girato nel 1944 (e già candidata all’Oscar) appena giunta a Los Angeles da Londra, dov’è nata. Los Angeles dove vive tuttora e dove si è sposata due volte. La prima per nove mesi fino a quando ha scoperto l’omosessualità del marito, poi la seconda per una vita intera, fino al 2013, quando Peter Shaw è morto.

L’essere scambiata per Jessica non ha mai preoccupato Angela. Lei stessa ha più volte raccontato che durante una lunga stagione a Londra la gente la fermava alla fine dello spettacolo per farle i complimenti chiamandola con il nome della protagonista dei gialli. "Sembravo una rockstar – disse – e ciò in fondo mi faceva sorridere". E sul rapporto col suo personaggio dichiarò: "So benissimo che Jessica Fletcher sarà nella prima riga del mio necrologio quando morirò. Se preferirei essere conosciuta per il mio lavoro in teatro o al cinema e non per la serie tv? Forse, ma così è la vita".

Della Lansbury è sempre piaciuta la raffinatezza e il brio con cui condisce i suoi personaggi. Una grande attrice da non confondere con una caratterista qualunque. D’altronde è stata ampiamente premiata dalla critica: un Oscar alla carriera (2014), sei Golden Globe e altri riconoscimenti, decine di nomination e un successo globale con Murder, she wrote trasmesso in tutto il mondo e che in Italia è in replica in ogni stagione. La camminata dinoccolata, i capelli mossi e nella versione italiana la voce suadente di Alina Moradei ne hanno fatta un’icona di stile e simpatia, raggiungendo le vette dei grandi detective uomini con i quali ha guerreggiato negli ascolti. Altre figure carismatiche che hanno vissuto sulla presenza di un attore che si identifica col personaggio e ne diventa un’emanazione del corpo fino a non poter essere sostituito.

Che cosa sarebbe il Tenente Colombo senza il viso squadrato e a volte svagato di Peter Falk? E Derrick non può esistere senza Horst Tappert. E se dobbiamo proprio scegliere un personaggio femminile da paragonare ad Angela-Jessica il pensiero va a Mariska Hargitay. Il cui nome può non dire nulla ma se diciamo Olivia Benson di Law and Order. Unità vittime speciali la conoscono tutti. A proposito, Mariska-Olivia è arrivata a 460 episodi. Chapeau.