Un esemplare di Tursiops truncatus
Un esemplare di Tursiops truncatus
Anche i delfini hanno una "mano preferita". Lo dice uno studio pubblicato sulla rivista Royal Society Open Science, secondo cui, proprio come accade per gli esseri umani, tra le fila di questi cetacei il mancinismo riguarda solo una minoranza della popolazione.

La ricerca è stata condotta negli Stati Uniti nell'ambito del Dolphin Communication Project, che ha spinto un team di ricercatori a osservare per sei anni il comportamento di un gruppo di tursiopi (Tursiops truncatus), cioè i "classici" delfini dal naso di bottiglia. Le osservazioni, avvenute nelle acque delle Bahamas, si sono concentrate su una caratteristica tecnica di caccia di questi animali, chiamata in inglese "crater feeding". Si tratta di un metodo per procacciarsi il cibo che prevede di affondare in naso nella sabbia del fondale marino, così da stanare potenziali prede sotto la guida del biosonar.

I riscontri ottenuti hanno dimostrato che in quasi tutti i casi (per la precisione 705 su 709), le manovre eseguite dai delfini sono state guidate dall'occhio destro, certificando, in buona sostanza, la dominanza di quel lato del corpo. Le prove raccolte suggeriscono inoltre che l'emisfero sinistro del loro cervello elabora gran parte delle informazioni sensoriali utili per cacciare, coordinando l'azione visiva e la tecnica dell'ecolocalizzazione.

Tale affermazione risulta più comprensibile se si tiene conto dell'assioma secondo cui il cervello degli animali (uomo incluso) è diviso in due emisferi: il sinistro controlla la parte destra del corpo e viceversa. Motivo per cui destrismo e mancinismo riflettono l'evoluzione della struttura cerebrale.

Gli scienziati fanno notare che i quattro comportamenti mancini sono stati registrati sempre nello stesso esemplare, a probabile riprova di un differente processo di lateralizzazione, così come succede nelle persone che privilegiano la mano sinistra.