Un miniabito “maledetto“, verde e nero, con motivi stampati a canne di bambù: Amy Winehouse lo indossò nel suo ultimo concerto a Belgrado nel giugno 2011 e un mese dopo era morta per avvelenamento da alcolici. Quel vestitino è passato di mano per 243.200 dollari, venti volte la stima di partenza. L’asta di beneficenza da Julian’s a Beverly Hills si è svolta online: in tutto mamma e papà di Amy si sono liberati di circa 800 oggetti appartenuti alla figlia. Dai reggiseni ai DVD, dai libri ai trucchi, agli appunti di scena: la vendita ha fruttato quattro milioni di dollari, il doppio di quanto previsto e il ricavato andrà alla Fondazione Amy Winehouse, creata dai genitori per sostenere giovani adulti vulnerabili in lotta contro alcol e droga.