di Paolo Pellegrini

L’Ammiraglia e Pomino sono due tenute gioiello dell’arcipelago enologio frescobaldi. All’Ammiraglia, sulle colline tra la Maremma e il mare le ragazze vendemmiano con la polo rosa. Tra i winemaker del gruppo cinque su dieci sono donne. L’ispirazione da una ninfa del mare, per battezzare un rosé che sa di poesia. Frescobaldi, femminile plurale: volti, storia, fantasia. Le vicende recenti di Pomino – tenuta di viticoltura eroica con i suoi 500-700 metri di altitudine sull’Appennino – hanno preso avvio proprio dall’intuito di una donna. E una donna, Livia Le Divelec (foto piccola), in azienda dal 2014 per occuparsi di rossi e barrique poi passata alla fattoria di montagna fino a diventare brand ambassador, fa da guida attraverso queste anime femminili. Sei vini, sei espressioni di forza e gentilezza, a cominciare da Pomino. E da quella signora illuminata vissuta nella seconda metà dell’Ottocento. Si chiamava Leonia degli Albizi, sposò un Frescobaldi, partì per la Francia poi “sbarcò a Pomino – racconta Livia – e capì che era terreno perfetto per lo Chardonnay e per il Pinot Nero e in fattoria c’è ancora il suo torchio sciampagnotto”. Da quel torchio partono gli esperimenti di Leonia, fino alla medaglia d’oro all’Expo di Parigi nel 1878. Ma si dipana anche un filo lungo un secolo e mezzo, sboccato in due etichette di spumante metodo classico. Che a Pomino poteva chiamarsi solo Leonia, come ha voluto Lamberto Frescobaldi, oggi presidente di un gruppo che conta 12 tenute tra Toscana e Collio, gioielli come Ornellaia, Masseto, Luce e Gorgona, i due ettari sull’isola-penitenziario per dare lavoro ai detenuti. In tutto 1.400 ettari di vigne, ne escono 11 milioni di bottiglie in 63 etichette: il 70% viaggia in 90 paesi, dagli Usa alla Germania, dal Canada al Giappone.“Pomino – spiega ancora Livia – ricorda un po’ lo Champagne, un po’ la Borgogna”: accanto ai due spumanti, il Leonia Brut da uve Chardonnay e Pinot Nero e il Leonia Rosé da solo Pinot nero, ecco gli “Chablis di Toscana” Pomino Bianco e Benefizio Riserva, e il Pomino Pinot Nero fine e fruttato. Con un tocco tutto toscano nel Vinsanto seducente. E con un salto si arriva in Maremma. Tenuta dell’Ammiraglia, “azienda – dice Livia – con una cantina disegnata dallo studio archistar Sartogo-Grenon”. Freschezze, e mineralità in quattro vini. C’è il bianco Massovivo (Vermentino) e il rosso Terre More, e poi il tocco femminile. Due rosé da Vermentino e Syrah: l’intrigante Alìe dal profumo di tono provenzale, di peonia e di rosa, che prende il nome da una delle ninfe Nereidi; e poi Aurea, “rosa tenue come le albe dell’Ammiraglia, non a caso l’uva si vendemmia all’alba”. In polo rosa, ed è tutta un’altra storia.