Roma, 11 dicembre 2018  - Sono una coppia d’oro del cinema italiano perché i 23 cinepanettoni da loro realizzati insieme, piacessero o meno, sono stati dei grandi successi. La coppia Christian De Sica-Massimo Boldi, dopo tredici anni di separazione consensuale, da quel Natale a Miami del 2005, si riforma e si lancia in una nuova sfida. Amici come prima li vede di nuovo protagonisti in una pellicola che cerca di rinverdire i fasti e le battute di un tempo per conquistare le platee natalizie. Anche diretta da De Sica, che si è avvalso per la regia della collaborazione del figlio Brando, sarà dal 19 dicembre nelle sale. Con De Sica-Cesare Proietti che, licenziato come direttore d’albergo, si traveste da donna e così, procace e ammiccante, riesce a farsi assumere come dama di compagnia del miliardario Massimo Colombo (Boldi), proprietario dell’hotel, sempre in cerca di compagnie femminili. «Con Christian siamo sempre rimasti amici, non c’è mai stata nessuna lite o discussione. Ritornare insieme – dice Boldi – è stata una grande gioia e quando ci siamo ritrovati sul set, è come se non fosse passato nemmeno un giorno». E aggiunge: «Con i cinepanettoni abbiamo raccontato l’Italia e i suoi cambiamenti. Spero che ora, con questo film, possa iniziare un nuovo ciclo».

De Sica, felice di ritrovare il suo storico partner?

«La nostra è un’amicizia di vecchia data. Ci siamo conosciuti nel 1971 e prima di iniziare a fare film, ci esibivamo insieme alle feste di piazza e nei locali notturni, a Milano, con il gruppo musicale “La pattuglia azzurra”: Massimo suonava la batteria, io cantavo e nel gruppo c’era anche il fratello di Massimo, Fabio. Sul set abbiamo immediatamente ritrovato l’intesa di sempre».

Come si arriva a questa “reunion”?

«Inizialmente con Fausto Brizzi avevamo scritto un soggetto in cui si parlava di un uomo che si travestiva da donna, ma era una storia drammatica. I produttori ci hanno suggerito di pensare piuttosto a una commedia. Allora abbiamo virato verso una storia alla Tootsie, alla Mrs. Doubtfire. A quel punto, per interpretare un miliardario finto paralitico e fissato con le escort, Massimo era perfetto. Gli ho detto, ti va? Lui ha portato nel film la sua vis comica, la sua capacità di improvvisazione. Insieme siamo ringiovaniti e come rinati».

Anche “Amici come prima” è un cinepanettone?

«Magari. Devo tutto ai cinepanettoni. Questo è un film comico con due comici. Non è una serie di gag e siparietti com’erano i cinepanettoni. Verso la fine c’è qualche bottarella da cinepanettone, qualche scenetta e parolaccietta che ricorda i nostri film di Natale, ma è un film a tutto tondo, anche con momenti di tenerezza e di malinconia. A questa età non potevo continuare a fare lo sciupafemmine che corre dietro a qualche ragazza seminuda».

Si aspetta un’accoglienza pari a quella sempre avuta dai cinepanettoni?

«Mi aspetto che il pubblico vada a vederlo e si diverta. E che Amici come prima contribuisca a far tornare ad amare il cinema italiano, che ultimamente sta un po’ soffrendo. Mi auguro che tutti i film italiani vadano bene».

Ha già altri film in programma con Boldi?

«Aspettiamo intanto di vedere come va questo. Poi, se capiterà, perché no?».

Alla regia ha collaborato suo figlio Brando.

«Gli ho chiesto io di aiutarmi perché, con due ore e mezzo di trucco al giorno, non ce l’avrei mai fatta da solo. Non ha voluto cofirmare la regia perché, ha detto, non voleva fare la parte del figlio raccomandato. Presto farà i suoi film. Per me è stato fondamentale, ha portato idee fantastiche e una frustata di vitalità».