Foto: Paralaxis / iStock
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Roma, 3 maggio 2021 - L’Amazzonia, con i suoi 5,5 milioni di chilometri quadrati di estensione, è una risorsa fondamentale per tutto il mondo grazie alla sua capacità di produrre ossigeno e di assorbire anidride carbonica (CO2), ripulendo di fatto l’aria che respiriamo. Tuttavia, a causa della deforestazione e degli effetti del riscaldamento globale, la foresta pluviale più grande del mondo non riesce più a fare il proprio lavoro come prima. A testimoniarlo è stato un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Climate Change.
 

Colpa degli incendi e della deforestazione attuata dall’uomo

Secondo le rilevazioni, l’Amazzonia brasiliana emette più gas serra rispetto a quanti ne riesce ad assorbire. Dal 2010 al 2019, il bacino amazzonico ha prodotto 16,6 miliardi di tonnellate di CO2, assorbendone solo 13,9 miliardi. Tra gli incendi e gli abbattimenti degli alberi, le porzioni di foresta spogliate dalla deforestazione si sono quasi quadruplicate dal 2017 al 2019: da 1 milione di ettari a 3,9 milioni di ettari. E tra il 2019 e il 2020, secondo un altro studio di Global Forest Watch, la deforestazione è aumentata del 25%. Il Brasile, non a caso, è stabilmente al primo posto nella triste classifica dei Paesi con il più alto tasso di deforestazione.
 

Un circolo vizioso

Gli ecosistemi terrestri sono un alleato fondamentale dell’uomo nella lotta alla riduzione delle emissioni inquinanti, che solo nel 2019 hanno superato quota 40 miliardi di tonnellate nel mondo. Questi ecosistemi, come appunto le foreste, stanno però perdendo la loro capacità di assorbire i gas serra: non a causa di fatalità naturali, ma a causa delle attività dell’uomo. Si tratta di un circolo vizioso che potrebbe rallentare gli sforzi che i governi stanno facendo per frenare i cambiamenti climatici.
 

Le responsabilità di Bolsonaro

L’Institut National de la Recherche Agronomique (INRA), che ha partecipato allo studio, ha scritto in una nota che il governo brasiliano ha una responsabilità diretta sul pessimo stato della foresta amazzonica. Basti pensare che a fine aprile, il giorno dopo aver promesso di aumentare la spesa per contrastare la deforestazione, il presidente Jair Bolsonaro ha annunciato un taglio del 24% dei fondi destinati al ministero dell’Ambiente. “È la prima volta che abbiamo dati che mostrano che l'Amazzonia brasiliana si è capovolta: ora è un emettitore netto”, ha detto Jean-Pierre Wigneron, co-autore dello studio e scienziato dell’INRA.