Fabio Modugno, 59 anni, è figlio del grande Domenico Modugno
Fabio Modugno, 59 anni, è figlio del grande Domenico Modugno
Un mito non va mai visto da vicino. Il mito in questione è Domenico Modugno. A raccontare, anche con ironia amara, non lui, ma come ha scoperto di essere suo figlio, è Fabio Modugno, riconosciuto legalmente tale solo nel 2019 dopo una battaglia legale durata 18 anni. Che giudizio dà di Domenico Modugno, il suo vero padre? "Posso giudicarlo solo come artista. Dell’uomo non posso perché non l’ho conosciuto, anche se avrei voluto. Non mi sento di dare un giudizio morale". Nel suo libro ’Fratellastri’, in uscita da Mondadori, lei racconta di aver scoperto di essere suo figlio nel 1987, quando aveva 25 anni. Prima di quella fatidica data, che considerazione aveva di lui? "Ero molto giovane, seguivo la musica del momento, dai Beatles ai Pink Floyd, per me lui apparteneva a un mondo più adulto. Crescendo la mia sensibilità artistica è cambiata e ho cominciato ad apprezzare le sue canzoni, la sua poetica". E dopo aver saputo la verità? "Poiché non sono mai riuscito a incontrarlo, le canzoni sono stato l’unico strumento di conoscenza. Come per tutti i grandi artisti, i suoi brani mi parlavano di lui"....

Un mito non va mai visto da vicino. Il mito in questione è Domenico Modugno. A raccontare, anche con ironia amara, non lui, ma come ha scoperto di essere suo figlio, è Fabio Modugno, riconosciuto legalmente tale solo nel 2019 dopo una battaglia legale durata 18 anni.

Che giudizio dà di Domenico Modugno, il suo vero padre?

"Posso giudicarlo solo come artista. Dell’uomo non posso perché non l’ho conosciuto, anche se avrei voluto. Non mi sento di dare un giudizio morale".

Nel suo libro ’Fratellastri’, in uscita da Mondadori, lei racconta di aver scoperto di essere suo figlio nel 1987, quando aveva 25 anni. Prima di quella fatidica data, che considerazione aveva di lui?

"Ero molto giovane, seguivo la musica del momento, dai Beatles ai Pink Floyd, per me lui apparteneva a un mondo più adulto. Crescendo la mia sensibilità artistica è cambiata e ho cominciato ad apprezzare le sue canzoni, la sua poetica".

E dopo aver saputo la verità?

"Poiché non sono mai riuscito a incontrarlo, le canzoni sono stato l’unico strumento di conoscenza. Come per tutti i grandi artisti, i suoi brani mi parlavano di lui".

Quando ha saputo che Domenico Modugno era suo padre?

"Nel 1987, mentre ero all’ospedale del Celio per la visita militare, ho ricevuto la telefonata inaspettata da un’amica. Pensava che fosse giusto che lo sapessi anche io, visto che era un segreto di Pulcinella. È stato uno choc".

Dopo averlo saputo lei però non ha reagito immediatamente, non ha reclamato la sua ascendenza né ha cercato di contattare il suo vero padre. Perché?

"La rivelazione non ha prodotto una reazione immediata perché avevo già molti problemi irrisolti con la figura materna e con quella paterna, almeno con quello che fino a quel momento ritenevo fosse mio padre. Ero in un momento così caotico nel mondo degli affetti che la rivelazione mi ha paralizzato per diversi anni. Non riuscivo ad affrontare quello che credevo fosse mio ‘padre’, figuriamoci se ci sarei riuscito con un altro...".

E quindi come ha cercato di conoscerlo meglio?

"Le racconto una cosa curiosa: per tanto tempo ho cercato una sua foto senza baffi. Eppure non sono riuscito a trovarne neanche una. E mi è capitata un’altra cosa bizzarra. Dopo uno spettacolo sono stato avvicinato da un signore, il quale mi ha detto di far parte di un’associazione sociale. Un giorno, mentre effettuava lo sgombero della casa di un accumulatore seriale, aveva trovato il tesserino del Senato di Modugno. Avrebbe voluto darlo alla famiglia, ma nessuno gli aveva mai risposto. Allora l’ha consegnato a me. È l’unico cimelio che conservo di lui".

Lei è attore, ha cominciato molto presto all’Accademia. Prima di conoscere la sua ascendenza, come si spiegava questo animo artistico?

"Romano Camilli, quello che credevo fosse mio padre, era ufficio stampa del Sistina. Mia madre coreografa. Sono nato in quell’ambiente, ho trascorso le estati a Castiglioncello dove passavo le vacanze in compagnia di Walter Chiari, Paolo Panelli, Marcello Mastroianni, Bice Valori. Era stupefacente vederli nella dimensione privata, come si divertivano anche nella vita di tutti i giorni, in quegli spettacolini che improvvisavano per noi. Per me era naturale cercare di diventare come loro".

Lei per molti anni ha avuto un rapporto di amicizia con Marcello Modugno, figlio legittimo, come si diceva una volta, di Mimmo. Una relazione che qualcuno potrebbe trovare un po’ strana tra due che sanno di essere fratellastri mentre il resto del mondo lo ignora...

"Certo aveva degli aspetti anomali, ma eravamo riusciti a tenerli fuori. Non influenzavano il nostro rapporto di amicizia. Ci siamo frequentati a lungo, abbiamo anche lavorato insieme in uno spettacolo. Un percorso che però a un certo punto si è interrotto, non per colpa mia".

Tutto scoppia con l’articolo sul Foglio, nel 2001, che finalmente racconta la verità. Come ha reagito la famiglia Modugno?

"Si è spaventata e mi ha rinnegato, se vogliamo usare questa parola. Hanno cominciato a far passare di me l’immagine di un mitomane, un pazzo, uno che si inventava le cose".

Dal libro si capisce che la famiglia era preoccupata delle sue eventuali pretese patrimoniali...

"Marcello, dopo l’uscita dell’articolo, mi propose una specie di scambio: se avessi firmato un documento in cui rinunciavo alla mia quota di patrimonio, loro mi avrebbero pubblicamente accettato con una foto di famiglia nella loro piscina, io accanto ai miei fratellastri".

Nel libro c’è un momento molto struggente: lei è a una festa, suona il telefono, e in mezzo al trambusto alza la cornetta. È Domenico Modugno che le dice: “Cerco uno dei miei figli“. Non ha pensato di approfittare dell’occasione per parlargli?

"Successe questa cosa incredibile, per un attimo ho avuto un contatto con lui. Ma sinceramente non ci ho pensato neanche per un secondo".

Com’era il rapporto con sua madre, la coreografa Maurizia Calì? Anche lei le aveva tenuto nascosta la verità per molti anni.

"Era il segreto di Pulcinella, tutti lo sapevano ma pensavano che fosse meglio tenerlo nascosto, faceva più comodo a tutti, tranne che a me. Mia madre si raccontava delle storie, e ci credeva fino in fondo. Anche con le prove davanti agli occhi, lei restava coerente con la sua storia. Mi diceva sempre di non essere sicura che io fossi figlio di Modugno".

Perché ha scritto questo libro, e perché proprio adesso?

"Penso che quando uno scrive un’autobiografia sia anche per liberarsi di pensieri ossessivi. L’occasione di scriverla me l’ha data purtroppo un tumore, il linfoma di Hodgkin, nel 2017, che mi ha costretto a casa. Potevo soltanto scrivere, e l’ho fatto".