Se qualcosa di buono potrebbe averci insegnato il 2020 è un altro modo di viaggiare. Per necessità forse, dovendo prestare maggiore attenzione alla nostra e all’altrui sicurezza, oltre che dovendo attenerci alle regole di un’Italia ridotta a un semaforo suddivisa com’è stata, e forse sarà, per zone rosse, arancioni e gialle, abbiamo imparato ad apprezzare anche la più piccola delle opere d’arte, scoprendo poi che i tesori del nostro Paese piccoli non sono mai. Non solo, i più virtuosi tra i turisti si sono convertiti a un’altra dottrina, quella del viaggiatore, capace di affrontare lunghi viaggi e brevi spostamenti con lo stesso spirito, quello dettato dalla curiosità, dalla voglia di conoscere e non dalla pretesa di vedere tutto di un luogo, ma le parti significative di quello stesso, trovando il tempo per emozionarsi. Per chi volesse la guida ideale per programmare i propri fine settimana del ’21, sempre semaforo permettendo, può seguire i sapienti consigli di Beba Marsano, giornalista che delle scoperte del viaggiare è un’interprete doc.

"Quando giro per l’Italia o per il mondo – racconta – quello che cattura la mia attenzione sono le porte chiuse, gli angoli defilati, le vie solitarie: custodi sempre di qualche sorpresa inattesa". Mettendo a frutto questa attitudine, Beba Marsano ha scritto per l’editore Cinquesensi due preziose guide intitolate Vale un viaggio che si dedicano per l’appunto alle meraviglie d’Italia incontrate nelle città e non solo da Nord a Sud. Sono 101 mete per volume, tra le quali siti archeologici, preziosi musei d’arte e d’arti minori, cicli di affreschi, chiese e basiliche, collezioni private, piazze e scorci intesi come paradigmi di uno specifico periodo architettonico, infine angoli e prospettive naturalistiche di sorprendente bellezza. Il risultato è una grande mostra che svela luoghi artisticamente preziosi, nella trasversalità di periodi storici diversi, attraverso tutte le regioni italiane. A conclusione del racconto di ogni luogo da visitare, l’autrice, secondo la felice idea d’invitare il visitatore a una sosta meno affrettata, suggerisce un albergo e un ristorante siti nell’immediato contorno territoriale. "L’Italia – afferma - è un giacimento inesauribile di tesori sommersi, non nella sola provincia, ma nelle stesse città d’arte, ricche di meraviglie sottotraccia messe in ombra da un patrimonio monumentale talmente ricco da non saper da dove iniziare per conoscerlo".

Un caleidoscopio di suggestioni, sconosciute ai più, sempre preziose e sorprendenti: si va dalle Valle d’Aosta dove incantarsi di fronte al gigantesco altare dorato di Antagnod, ai piedi del Monte Rosa, al museo di Renato Guttuso nella sua Bagheria, dall’apoteosi del Tintoretto nella Scuola Grande di San Rocco a Venezia alla Crocifissione del Lotto a Monte San Giusto nel Maceratese. Scorrere l’elenco di bellezze è un invito a viaggiare, ma con uno spirito opposto rispetto ai dettami del turismo mordi e fuggi. "Se dovessi scegliere le quattro che più amo – conclude – non avrei dubbi: partirei dal Compianto su Cristo morto di Niccolò dell’Arca in Santa Maria della Vita a Bologna, mi affaccerei nella Piazza vasca di Bagno Vignoni, m’incamminerei per il Lago di Pilato, gioiello dei Sibillini e luogo di impervia, solitaria, sinistra bellezza per arrivare, infine, al monumentale Ninfeo di Villa Borromeo a Lainate, eccentrico luogo di delizie e di sofisticati giochi d’acqua".

Ugo Cennamo