ldo Baglio e Jacky Ido presentano il film "Scappo a casa" (Ansa)
ldo Baglio e Jacky Ido presentano il film "Scappo a casa" (Ansa)

Roma, 19 marzo 2019 - "Solo un attimo, devo andare ad abbracciare mia madre". Visibilmente emozionato Aldo Baglio, in completo sobrio e sneakers bianche con la bandiera dell’Italia, le stesse indossate nel film dal suo personaggio, commenta a caldo la sua prima esperienza da solista in Scappo a casa di Enrico Lando. "Pensavo fosse un viaggio in solitaria invece sono stato sempre in ottima compagnia. Per giunta con me c’era Jean Jacques, “Giovanni Giacomo” (l’attore francese Jacky Ido)". Nelle sale dal 21 marzo con Medusa in 400 copie, la pellicola con cui Aldo ha scelto di spezzare il trio racconta la storia di Michele, un meccanico il cui motto è "meglio morire che vivere da sfigati". Ma il "regno da stronzetto viziato egoista dove è tutto è perfetto" di Michele, fatto di selfie, belle donne, parrucchini, e auto prese in prestito per fare colpo, franerà presto sotto i suoi piedi e il protagonista si troverà a dover affrontare i suoi più radicati pregiudizi, compreso il razzismo, visto che finirà per essere scambiato – fuori dall’Italia – per un migrante tunisino. 

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Da dove viene la scelta di fare un film da solo?
"Da alcune mie esigenze particolari, diverse da quelle che posso esprimere all’interno del trio. È stato un un voler mettersi in primo piano ed essere il motore di qualcosa che non sapevo dove mi avrebbe portato. Nonostante la paura sentivo il bisogno di affrontare questa esperienza anche perché a sessant’anni probabilmente non avrei avuto più occasione di farlo".

Come l’hanno presa Giovanni e Giacomo?
"Dopo l’ultimo lavoro insieme abbiamo deciso che era arrivato il momento di prenderci un anno sabbatico e di riflettere per non rischiare di cadere in situazioni che non ci facevano più divertire. Penso sia stata per tutti e tre è stata una parentesi che ci ha arricchito: Giacomo ha fatto uno spettacolo teatrale e anche Giovanni ha intrapreso un percorso interiore scrivendo un libro. Inoltre devo dire che io il loro supporto l’ho sempre avuto. Sono stati i primi a darmi dei consigli e a leggere la sceneggiatura una volta finita".

Tirando le somme, quali sono gli aspetti positivi e negativi di questo esperimento?
"Spiacevole il fatto di essere da solo. Mi sono chiesto più volte 'dove sto andando, cosa sto facendo, sono impazzito'. Dall’altra parte vi è stato il piacere di essere io “il centro” che decide le cose. Nel farlo ho cercato, tuttavia, di non essere troppo sperimentale aggrappandomi alle uniche sicurezze che avevo: il mio personaggio siciliano e la commedia". 

Avete in programma un nuovo film tutti e tre insieme?
"Sì, lo gireremo quest’estate, si intitolerà Torno a casa (ride, ndr). In realtà il titolo non l’abbiamo ancora scelto, il film è ancora in fase di scrittura ed è presto per parlarne".

Aldo Baglio e Angela Finocchiaro in una scena del film 'Scappo a casa' (Ansa)

Tornando a “Scappo a casa” come nasce l’idea di una commedia sul razzismo e l’immigrazione? 
"Il film nasce dall’idea di raccontare un percorso interiore, di cambiamento, di una persona – oggi ne vediamo tante come Michele – che si trova a cambiare punto di vista. È rivolto a tutte le persone che subiscono un cambiamento. Non vuole essere un film sul razzismo, è un tema troppo grande e delicato perché io possa occuparmene degnamente".

Pensa di fare altri film da solo?
"Spero di averne la possibilità. Per me è un altro modo di esprimermi e quando apro le porte è difficile che le richiuda".