"Il disco rosso del sole si è appena posato sul mar Tirreno in un’esplosione di tonalità che incendia tutto il cielo". È l’ora del tramonto del 17 luglio dell’anno 64 dopo la nascita di Cristo, un venerdì, sul litorale di Anzio, il lido dei romani ricchi e ricchissimi, che si fanno cullare dalle onde e accarezzare dalla brezza fresca, ignari della tragedia che li attende da lì a poche ore. Rosso, esplosione, incendio, fuoco. Parole che Alberto Angela ha seminato accuratamente nelle primissime righe del suo nuovo libro. S’intitola L’ultimo giorno di Roma il volume ed è il primo di una trilogia, La trilogia di Nerone, che il celebre divulgatore scientifico, amatissimo volto tv, paleontologo, naturalista, figlio d’arte e di scienza – chi è ormai più famoso? lui o suo padre Piero? –, ha scritto per...

"Il disco rosso del sole si è appena posato sul mar Tirreno in un’esplosione di tonalità che incendia tutto il cielo". È l’ora del tramonto del 17 luglio dell’anno 64 dopo la nascita di Cristo, un venerdì, sul litorale di Anzio, il lido dei romani ricchi e ricchissimi, che si fanno cullare dalle onde e accarezzare dalla brezza fresca, ignari della tragedia che li attende da lì a poche ore. Rosso, esplosione, incendio, fuoco.

Parole che Alberto Angela ha seminato accuratamente nelle primissime righe del suo nuovo libro. S’intitola L’ultimo giorno di Roma il volume ed è il primo di una trilogia, La trilogia di Nerone, che il celebre divulgatore scientifico, amatissimo volto tv, paleontologo, naturalista, figlio d’arte e di scienza – chi è ormai più famoso? lui o suo padre Piero? –, ha scritto per HarperCollins Italia.

Alberto Angela, un figlio del lockdown il suo libro?

"No, era una mia vecchia curiosità scoprire come Roma, con buona probabilità la città più popolosa del mondo antico, si fosse ritrovata distrutta quasi completamente in appena nove giorni".

Un dramma molto poco conosciuto scientificamente, confinato al folklore di un Nerone che suona la lira contemplando la catastrofe?

"Già, scarse le fonti storiche. Svetonio, ma soprattutto Tacito: “Seguì una catastrofe, per caso o per dolo del principe è incerto”".

Per dolo del principe... Uno dei “rumor” che da subito vollero Nerone il colpevole del disastro. Ma perché l’imperatore ha sempre goduto di cattiva fama?

"Per non pochi motivi. Nerone era amato dal popolo: gli regalava panem et circenses, rifornendo di frumento 200, anche 300 mila famiglie".

Un populista “ante litteram”?

"Mah, sempre azzardati questi paragoni. Certo è che in compenso era odiato dai senatori, di cui aveva molto ridotto il potere, e dai commercianti, colpiti da una riforma che aveva privilegiato la moneta d’argento a scapito dell’oro. Gli scavi di Pompei, distrutta quindici anni dopo, hanno riportato alla luce le tantissime case acquistate da neoricchi dai gusti pacchiani".

Una trilogia, la sua: il giorno prima dell’incendio; i giorni del rogo; l’età della ricostruzione. Da scrittore, per lei quale è stato il volume più appassionante da realizzare?

"Questo appena uscito, il primo. Devi creare le emozioni, devi passeggiare insieme ai lettori, fargli sentire gli odori delle spezie, i rumori delle porte che sbattono, la fatica del camminare nella folla che occupa i vicoli di quell’antica Gotham City".

Lei, e il lettore, vi fate guidare per quelle “insulae” di argilla e legno da due “vigiles”, Vindex e Saturninus. Personaggi di fantasia?

"Tutt’altro! Sono citati in un’iscrizione risalente alla prima età imperiale. Vorrei sottolineare come nel mio libro non solo tutti i luoghi sono reali, ma lo sono anche tutte le persone: tutte quelle che il lettore incontrerà per le strade sono davvero vissute in quell’epoca a Roma".

Anche i popolani degli strati più umili? Come Aurelia Nais, pescivendola dalla voce potentissima, utile nei litigi...

"Beh, Aurelia Nais era una donna comunque molto nota a Roma, tanto che il suo nome è riemerso in una stele funeraria ritrovata nella zona dell’antico “Emporium”, dove aveva una pescheria: l’iscrizione è corredata da una bella corona, quindi doveva trattarsi di un personaggio di spicco all’interno della comunità e del “collegium” di pescivendoli romani. Aurelia diventerà così famosa che persino Giovenale la citerà nelle sue Satire".

Alberto Angela, il suo volume è un’enciclopedica quanto scorrevolissima maxi-guida alla Roma di prima dell’incendio. Chi l’ha aiutata in tante dettagliate ricerche?

"Ho cercato di avere un approccio multidisciplinare. Mi sono avvalso di storici e archeologi. Ma anche di meteorologi per capire le condizioni climatiche che influenzarono l’evoluzione dell’incendio. Sarebbero tanti gli studiosi da ringraziare: mi limito qui a Emilio Quinto, al suo straordinario lavoro d’indagine storica e al tempo stesso investigativo".

Fra quanto potremo leggere l’intera trilogia?

"Il secondo volume in primavera. Il terzo uscirà entro la fine del 2021".