Léa Seydoux (36 anni) con Daniel Craig (53 anni) in “No Time to Die“
Léa Seydoux (36 anni) con Daniel Craig (53 anni) in “No Time to Die“
di Giovanni Bogani "Abbiamo tutto il tempo del mondo", dice Daniel Craig a Léa Seydoux, che lo guarda languida, in 007 – No Time to Die. Ovviamente non è vero: sarà tutta una corsa contro il tempo, come in ogni film di 007. Ma stavolta, per l’ultimo Bond interpretato da Daniel Craig, con la sua ruvida faccia da Shrek e gli addominali olimpici, c’è un’altra battaglia da combattere: quella con il box office. Se No Time to Die dovesse andare bene, anzi benissimo, il cinema nelle sale potrà respirare, pensare al futuro, al ritorno in massa degli spettatori, alla salvezza. In caso contrario, dovrà ammainare bandiera a favore delle piattaforme, del cinema in divano, ciabatte e T-shirt. Beh, per ora No Time to Die, con il suo Bond romantico, vulnerabile, appassionato, al debutto ha incassato 119 milioni di dollari, nel mondo, senza essere ancora uscito né negli Stati...

di Giovanni

Bogani

"Abbiamo tutto il tempo del mondo", dice Daniel Craig a Léa Seydoux, che lo guarda languida, in 007 – No Time to Die. Ovviamente non è vero: sarà tutta una corsa contro il tempo, come in ogni film di 007. Ma stavolta, per l’ultimo Bond interpretato da Daniel Craig, con la sua ruvida faccia da Shrek e gli addominali olimpici, c’è un’altra battaglia da combattere: quella con il box office.

Se No Time to Die dovesse andare bene, anzi benissimo, il cinema nelle sale potrà respirare, pensare al futuro, al ritorno in massa degli spettatori, alla salvezza. In caso contrario, dovrà ammainare bandiera a favore delle piattaforme, del cinema in divano, ciabatte e T-shirt. Beh, per ora No Time to Die, con il suo Bond romantico, vulnerabile, appassionato, al debutto ha incassato 119 milioni di dollari, nel mondo, senza essere ancora uscito né negli Stati Uniti – arriverà venerdì – né in Cina, i due più grandi mercati globali. È il primo film dell’era Covid a superare i 100 milioni di dollari al primo weekend.

Per avere un’idea di confronto, il più grande debutto nel weekend del 2019, prima della pandemia, era stato quello di Star Wars: l’ascesa di Skywalker, con 173 milioni di dollari nel mondo. Sarebbe arrivato a incassarne, alla fine del ciclo in sala, un miliardo. Torneremo dunque agli incassi del pre-pandemia? Il cinema si lascerà alle spalle la sua Apocalisse? Presto per dirlo. Ma può darsi di sì. Intanto, No Time to Die ha superato quello che fino ad ora era il miglior incasso al primo weekend, in epoca di pandemia. Il record apparteneva a Black Widow, il film Disney con Scarlett Johansson uscito lo scorso luglio, con 80 milioni di dollari nei primi tre giorni. A fine corsa, Black Widow ha incassato 378 milioni di dollari: ma nel frattempo è uscito anche sulle piattaforme, e il paragone è dunque impossibile.

Interessante, invece, vedere come in Gran Bretagna, patria dell’agente segreto, No Time to Die abbia già battuto al primo weekend gli incassi di Spectre (2015) e di Skyfall (2012): questi ultimi al primo weekend avevano totalizzato 20 milioni di sterline, No Time to Die ne ha raccolto uno di più (quasi 30 milioni di dollari). Promettente. Anche perché Spectre e Skyfall sono, ad oggi, i maggiori incassi di sempre della saga: Spectre con quasi 900 milioni di dollari, e Skyfall che è stato il primo film di Bond a superare il miliardo di dollari incassati, con 1 miliardo e 110 milioni. Il nuovo Bond conquista il primo posto anche nella classifica Cinetel dei film più visti in Italia nel fine settimana dal 30 settembre al 3 ottobre, con 2.570.173 euro in quattro giorni di programmazione e una distribuzione in 512 sale, a conquistare. Il 25° capitolo della serie ridà fiato al botteghino – anche se erano attesi dati più confortanti – segnando un +14% rispetto alla settimana precedente, ovvero 5.540.855 euro, contro 4.856.955. In Italia, 007 è seguito dal Dune di Denis Villeneuve, Space Jam e Tre piani di Nanni Moretti. Per 007 molte sono comunque ancora le incognite. La reazione del mercato americano, quella del mercato cinese: il fatto che, nel mondo, un cinematografo su cinque è ancora chiuso, e che quasi tutti hanno dimezzato la capienza. Ma la luce in fondo al tunnel, forse, si comincia a vedere.

Altri film in questi giorni stanno facendo incassi fuori dal comune. Il secondo capitolo di Venom: La furia di Carnage, film Marvel con Tom Hardy e Woody Harrelson, atteso in Italia il 14 ottobre, ha debuttato in questo weekend al box office Usa con 90 milioni di dollari (13.8 milioni in Russia), poco sotto 007. E Dune prima ancora di approdare negli Usa e in Cina, ha già superato i 100 milioni di dollari.

Segnali incoraggianti. L’anno scorso, l’asticella non era stata superata. Tenet di Christopher Nolan doveva segnare il grande ritorno degli spettatori: ha incassato, alla fine del percorso, 330 milioni di dollari. Non sono bastati neppure per ripagare i costi. Meglio, da allora, hanno fatto Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli con 386 milioni di dollari, Godzilla vs. Kong con 467 milioni, e l’ultimo Fast and Furious, che con i suoi 716 milioni di dollari è il maggior incasso hollywoodiano da quando il Covid ha stravolto le nostre vite. Ma, sorpresa delle sorprese, il film che veramente ha battuto tutti i record è cinese: Hi, Mom, commedia strappalacrime che ha incassato 5 miliardi di yuan, ovvero 822 milioni di dollari.