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La cosa più sporca in un aeroporto

Secondo un'indagine condotta da esperti di pandemie, microbi e batteri si annidano soprattutto nei cestelli utilizzati durante i controlli di sicurezza 

Ultimo aggiornamento il 5 settembre 2018 alle 20:47
Foto: izusek/iStock
Esperti di pandemie hanno condotto uno studio per capire quanto sono ricchi di virus e batteri gli aeroporti: con sorpresa hanno scoperto che i bagni non sono il luogo più a rischio, perché sono di gran lunga più sporchi i cestelli di plastica utilizzati nei controlli di sicurezza prima dell'imbarco.

L'IGIENE IN AEROPORTO

L'indagine è stata condotta da ricercatori dell'Università di Nottingham insieme ai colleghi dell'Istituto finlandese per la salute. Nell'inverno del 2016 gli studiosi hanno passato tamponi su una serie di superfici dell'aeroporto di Helsinki-Vantaa, privilegiando quelle che venivano toccate con più frequenza dai viaggiatori e dal personale.

I POSTI PIÙ SPORCHI IN AEROPORTO
Batteri e virus sono stati trovati in particolare sui lettori delle carte di credito presenti nei negozi, sui banchi di controllo dei passaporti, sui corrimano delle scale mobili e sui giocattoli delle aree attrezzate per i bambini. I detentori del record negativo in fatto di igiene sono però risultati i cestelli di plastica dei controlli di sicurezza.

NIENTE ALLARMISMI
Non è il caso di andare nel panico, perché i batteri e i virus rinvenuti sono in stragrande maggioranza quelli legati a raffreddori e influenze, dunque a malattie facilmente curabili e non pericolose. È però innegabile che il livello di igiene rivenuto è stato più basso di quanto ipotizzato in partenza.

COME RISOLVERE?
Una delle ragioni, secondo i ricercatori, risiede nelle abitudini dei viaggiatori e del personale dell'aeroporto, che per esempio raramente starnutiscono in un fazzoletto o si lavano le mani dopo uno starnuto (senza considerare coloro che si scordano di farlo dopo essere stati in bagno). Una maggiore disciplina in questo senso, afferma il professor Jonathan Van Tam, potrebbe giocare un ruolo essenziale nel miglioramento della situazione.

UN'ATTENZIONE ULTERIORE
La virologa finlandese Niina Ikonen sottolinea però una questione importante: "La presenza di microbi negli aeroporti non era stata investigata in precedenza, ma i risultati che abbiamo ottenuto incoraggiano ad adottare un protocollo per controllare l'eventuale diffusione di gravi malattie infettive all'interno degli aeroporti". Un conto infatti è tornare a casa con l'influenza e il raffreddore, altro discorso è contrarre patologie serie: è più difficile che accada, perché più rari sono i batteri e i virus che le causano, ma una maggiore igiene generale è indubbiamente un fatto positivo per tutti e in ogni circostanza: che dipenda da ognuno di noi, per riprendere l'esempio degli starnuti nelle mani, o dalle strutture che ospitano ogni giorno migliaia di persone.

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