Aerei fermi in aeroporto
Aerei fermi in aeroporto

Viaggi aerei senza passeggeri sui cieli d’Europa. Per quanto possa sembrare assurdo è proprio quello che sta succedendo da due anni a questa parte, dallo scoppio della pandemia da coronavirus. La causa va ricercata in una particolare normativa, chiamata in gergo “Use it or lose it” che obbliga le compagnie aeree a volare per non perdere i preziosi slot negli aeroporti più importanti d’Europa.

Il calo dei passeggeri e il caso Lufthansa
L’emergenza coronavirus ha ridotto drasticamente il numero dei viaggiatori, mettendo in crisi le compagnie aeree che, però, per non perdere il diritto di atterrare negli aeroporti, hanno dovuto continuare a far volare gli aerei praticamente vuoti. Solo per fare un esempio, Lufthansa, la compagnia tedesca che comprende anche Brussels Airlines, Austrian Airlines, Eurowings e Swiss, ha dovuto effettuare ben 18.000 voli senza passeggeri da quando è iniziata la pandemia a marzo 2020 per conformarsi alle linee guida di Bruxelles.

Il cambio di regole richiesto dalle compagnie
Le compagnie aeree stanno cercando di fare pressioni sulla Commissione europea per ottenere in tempi brevi una deroga sulla normativa che punisce chi non utilizza gli slot. La richiesta è quella di sospendere temporaneamente la “Use it or lose it”, almeno fino a quando l’emergenza sanitaria sarà finalmente cessata e la richiesta di biglietti aerei, si spera, ritorni finalmente a crescere.
Il problema, oltre che economico, è anche ambientale. Un volo completamente vuoto inquina come uno pieno di passeggeri. Un Boing 737 – uno degli aeromobili più utilizzati - emette circa 18 tonnellate di CO2 per ogni ora di volo, quasi il doppio di quello che un comune cittadino europeo produce in un anno intero.
Da Bruxelles, per il momento, non è arrivata alcuna risposta.