James Levine sul podio di un concerto a Lucerna, nel 2007
James Levine sul podio di un concerto a Lucerna, nel 2007

Il mondo della musica dice addio a James Levine, uno dei direttori d’orchestra più importanti e controversi al mondo che per oltre 40 anni è stato sul podio del Metropolitan Opera House da cui è stato licenziato nel 2018 per un clamoroso scandalo di abusi su minori. "Uno dei più grandi direttori dei nostri tempi", così lo ha salutato Zubin Mehta, è morto a Palm Springs in California a 77 anni. Prima di essere messo alla porta, Levine aveva diretto oltre 2.500 spettacoli al Met (più di ogni altro direttore d’orchestra) e vinto 37 Grammy. Era anche profumatamente pagato: 1,8 milioni di dollari solo per la stagione 2015-2016. Tutto crollò però a fine 2017, in pieno #MeToo, quando il New York Times portatò alla luce accuse di pedofilia tra cui una di un uomo all’epoca quindicenne; le molestie sessuali del musicista lo avrebbero spinto sull’orlo del suicidio.

Sospetti su Levine erano già in giro nel mondo della lirica – l’ex portavoce del Met, Johanna Fielder, ne aveva scritto in un libro del 2001 – ma quella fu la prima volta in cui il teatro non li liquidò come gossip infondato. Dopo il licenziamento erano seguite le azioni legali: Levine aveva fatto causa al Met per 5,8 milioni di dollari. Il teatro aveva contrattaccato. Un accordo extragiudiziario era stato raggiunto nell’estate del 2000: Levine fu pagato 3,5 milioni di dollari per chiudere il caso.