È morta ieri nel sonno, a 94 anni, nella sua casa in California, Cloris Leachman. Magari il nome non vi dirà molto: ma era lei la minacciosa (e famosissima) Frau Blücher in Frankenstein Junior. Due anni prima aveva vinto un Oscar, come miglior attrice non protagonista, per il film L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich. Vincerà otto Emmy Awards, gli Oscar della televisione – un record – in una carriera durata settant’anni. Per molti spettatori, però, Cloris Leachmann resterà la gelida Frau Blücher di Frankenstein Junior. Nel film, ogni volta che qualcuno pronuncia il suo nome, i cavalli si imbizzarriscono. È lei che al massimo della gentilezza offre forzatamente "un’orzata" al riluttante Gene Wilder “Frankenstìn” appena...

È morta ieri nel sonno, a 94 anni, nella sua casa in California, Cloris Leachman. Magari il nome non vi dirà molto: ma era lei la minacciosa (e famosissima) Frau Blücher in Frankenstein Junior. Due anni prima aveva vinto un Oscar, come miglior attrice non protagonista, per il film L’ultimo spettacolo di Peter Bogdanovich. Vincerà otto Emmy Awards, gli Oscar della televisione – un record – in una carriera durata settant’anni.

Per molti spettatori, però, Cloris Leachmann resterà la gelida Frau Blücher di Frankenstein Junior. Nel film, ogni volta che qualcuno pronuncia il suo nome, i cavalli si imbizzarriscono. È lei che al massimo della gentilezza offre forzatamente "un’orzata" al riluttante Gene Wilder “Frankenstìn” appena arrivato nel castello del nonno defunto, è lei che suona al violino il celebre brano che “placa“ la creatura, è lei che gelida anziana dai i lineamenti induriti dal trucco confessa con impavido orgoglio – sempre suonando il violino – a Wilder e a Marty Feldman “Aigor”: "Ebbene sì, ero la sua amichetta!", riferendosi alla passione vissuta col vecchio scienziato pazzo. Ed è certo che il suo personaggio contribuì non poco alla riuscita finale di un film che – nato con un piccolo budget, girato in bianco e nero, usando scenografie preesistenti – si è rivelato, negli anni, un cult movie destinato a sfidare il tempo.

Molti dei protagonisti di quel film, insieme una parodia e un omaggio ai classici horror degli anni ’30, non ci sono più. È scomparso nel 2016 il protagonista Wilder, a 83 anni; è scomparso Igor, Marty Feldman, morto nel 1982 a 48 anni; è morta la creatura, il "mostruoso" Peter Boyle, nel 2006. Rimangono Gene Hackman, che interpretava l’eremita cieco Abelardo, che compie 91 anni proprio domani, e il vecchio Mel Brooks, 94 anni compiuti nel giugno scorso.

"Cloris poteva farti ridere o piangere in un istante. Ogni volta che sentirò un cavallo nitrire penserò all’indimenticabile Frau Blücher di Cloris", l’ha ricordata ieri Brooks, che aveva diretto la Leachman anche in Alta tensione, nel ruolo di "fratella" Charlotte, e in La pazza storia del mondo.

Era nata il 30 aprile 1926 a Des Moines, nell’Iowa e nel 1946, a vent’anni, è fra le finaliste di Miss America. Usa il gettone di presenza per andare a New York e iscriversi all’Actor’s Studio, la prestigiosa scuola attoriale nata da poco. Si fa notare in Come vi piace di Shakespeare a Broadway con Katharine Hepburn: debutta in tv nel 1948, l’esordio sul grande schermo avviene nel 1955, autostoppista sexy in Un bacio e una pistola di Robert Aldrich.

Tanta tv, per lei, negli anni ’50 e ’60, finché non arriva il cinema: è una prostituta in Butch Cassidy del 1969, con Paul Newman e Redford. Nel 1971 Bogdanovich la sceglie per L’ultimo spettacolo. La Leachman interpreta una moglie trascurata, che ha una storia d’amore con uno studente. Quando gira la scena nel letto, insieme con il ragazzo, dopo il primo ciak aspetta di fare il secondo. Ma Bodganovich la ferma e le dice: "No. Buona la prima. Hai vinto l’Oscar". E così fu. Nel discorso di ringraziamento, è raggiante. "Sto avendo una vita meravigliosa, e non è ancora finita!", dice. C’era ancora mezzo secolo, in effetti, ad attenderla. E ringrazia la madre, "per la creatività e il sense of humour".

Un senso dell’umorismo che non perderà mai: nel 1997, a 71 anni, appare nuda, in body painting, sulla copertina di una rivista medica, per parodiare la famosa copertina di Demi Moore su Vanity Fair. Sposata nel dal ’53 al ’78 col regista George Englund, madre di 5 figli, uno dei quali, Bryan, morto nel 1986 per overdose di farmaci, nel 2008, a 82 anni, aveva partecipato all’americano Ballando con le stelle.