È morto a Berlino all’età di 83 anni lo storico Klaus Voigt, noto per i suoi studi su esuli e oppositori del nazismo. Molto legato all’Italia, Voigt ha insegnato nelle Università di Siena e Bologna e svolto ricerche pubblicate in numerosi volumi. Le sue opere più conosciute sono Il rifugio precario (La Nuova Italia, in due volumi), dedicato all’esilio ebraio in Italia dal 1933 al 1945, e Villa Emma. Ragazzi ebrei in fuga 1940-45 (La Nuova Italia), sulla vicenda dei giovani ebrei salvati a Nonantola, la cittadina in provincia di Modena di cui diventò cittadino onorario. Nel 2004 curò a Firenze la mostra Klaus Mann-Eduard Bargheer. Due esuli tedeschi nella Firenze liberata; faceva parte del Comitato scientifico del Museo della deportazione di Prato.