10 apr 2022

A Pasqua cioccolato e buoni propositi In primis, camminare

di Ciro

Vestita

Uovo come dono pasquale. Le origini sono molto antiche. Già nel medioevo regalare tra contadini uova dipinte era un segno augurale di pace e felicità. Piccolo dono tra gente modesta fino al 1883 allorché l’orafo Peter Fabergè creò le sue famosissime uova in platino come dono alla zarina Marija Aleksandrovna.

Questo capolavoro bianco conteneva a sua volta un uovo in oro il quale a sua volta conteneva una riproduzione della Corona imperiale e un pulcino d’oro. Erano le famosissime uova di Fabergè che contribuirono alla diffusone dell’uovo pasquale come regalo beneaugurante. Al giorno d’oggi le uova pasquali sono in cioccolato. Io preferisco quello fondente visto le sue enormi virtù nutraceutiche che questo alimento porta con sé. Il cioccolato deriva infatti dalle fave di cacao, semi oleosi ricchissimi in acido oleico (come l’olio di oliva) che abbassa la pressione arteriosa, ha potere antivirale, elasticizza le arterie, abbassa il colesterolo.

Altra delizia è l’uovo col cioccolato gianduia, anch’esso con una singolare storia alle spalle. Nel 1805 Napoleone umiliò l’Italia vietandoci l’mportazione delle fave di cacao. Ma il pasticcere torinese Prochet fece di necessità virtù e mescolò il poco cacao che aveva alle nocciole creando il cioccolato gianduia così chiamato perché Prochet, per pubblicizzarlo, lo faceva distribuire in teatro dalla maschera Gianduia.

Se il cioccolato è una gioia, bisogna poi fare i conti con le calorie (che sono tante). Non per questo dobbiamo rinunciarvi. Iniziamo invece invece a camminare in primavera. Un’ora di passeggiata a passo svelto brucia quasi 200 calorie. Inoltre la camminata giornaliera è una ottima metodica per aumentare le difese immunitarie. Buona Pasqua.

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