Lunedì 15 Luglio 2024
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Perché si festeggia il 25 aprile: cosa significa la Festa della Liberazione

È una celebrazione nazionale che commemora la Resistenza partigiana che ha portato alla liberazione dell’Italia nel 1945.

Festa della Liberazione: il significato del 25 Aprile

Festa della Liberazione: il significato del 25 Aprile

Al netto delle numerose polemiche e strumentalizzazioni che ogni anno la accompagnano, la Festa della Liberazione è un anniversario importante nella storia dell’Italia, in quanto commemora la liberazione del Paese dal nazifascismo. La Festa della Liberazione intende essere una festa nazionale, simbolo della lotta partigiana e della Resistenza. Ripercorriamo i pregressi e gli eventi storici che hanno portato alla nascita.  

Festa della Liberazione: la dittatura fascista in Italia

Prima di parlare della prima Festa della Liberazione, analizziamo gli eventi storici che hanno portato a essa e ai suoi risvolti. Nel 1925 in Italia era stata instaurata una dittatura su iniziativa di Benito Mussolini, fondatore del partito fascista. Solo al comando, Mussolini aveva imposto le “Leggi fascistissime”, in base alle quali nessuno poteva contrastare il regime ed esprimere critiche alle decisioni e all’operato di colui che, da lì a pochi anni, si sarebbe fatto chiamare ‘Il Duce’. Nel 1938 erano state varate le leggi razziali: undici provvedimenti antisemiti, atti e decreti regi diretti a discriminare gli ebrei relegandoli ai margini della società italiana, dai licenziamenti lavorativi all’espulsione degli scolari fino a una limitazione sempre più pesante dei loro diritti. Fu uno dei momenti principali in cui iniziò a incrinarsi il consenso verso il fascismo.  

Festa della Liberazione: l’entrata in guerra dell’Italia nel 1940

Nel 1939, il tedesco Adolf Hitler, al vertice del partito nazista in Germania, diede inizio alla Seconda guerra mondiale con l’invasione della Polonia. Nel 1940 Mussolini decise che l’Italia sarebbe scesa in campo, alleata dei tedeschi. Milioni di connazionali furono arruolati e partirono al fronte – in tanti senza fare mai più ritorno, tra dispersi e feriti – altri – ebrei, prigionieri politici, omosessuali e appartenenti a minoranze etniche e religiose – finirono nei campi di concentramento e di sterminio. Tra il 24 e il 25 luglio 1943, il Gran Consiglio del Fascismo esautorò Mussolini, che venne poi deposto dal sovrano allora reggente, Vittorio Emanuele III. Il 3 settembre 1943 fu siglato in segretezza l'armistizio di Cassibile tra il generale Castellano e il generale americano Eisenhower (che nel 1953 sarebbe diventato presidente degli Stati Uniti). L’armistizio fu reso pubblico cinque giorni dopo, l’8 settembre, con un proclama letto dal maresciallo Badoglio alla radio, con un messaggio ambiguo: si diceva infatti, che doveva cessare ogni ostilità contro le forze anglo-americane, ma che le forze italiane avrebbero reagito a eventuali attacchi di ogni altra provenienza. Era stato Badoglio ad autorizzare la resa. Rimase in carica come capo del governo italiano, nominato dal re, dal luglio 1943 al giugno 1944.  

Festa della Liberazione: il dramma dell’armistizio e dell’8 settembre 1943

L’8 settembre 1943 segnò un momento tragico per l’Italia. Il Paese si ritrovò spaccato in due: i soldati tedeschi avevano occupato il territorio, i militari americani e inglesi, sbarcati al Sud a partire dal 10 luglio, cominciarono a liberare la Penisola dai territori meridionali. Al Nord, intanto, Mussolini fondò la Repubblica Sociale Italiana, per governare i territori sotto il controllo tedesco. Molti italiani decisero di opporsi all’occupazione nazi-fascista e divennero partigiani. Erano persone comuni: contadini, operai, studenti, religiosi e tanti altri, donne e uomini. Le prime cercavano di trasmettere i messaggi e mantenere i contatti con i secondi che si erano nascosti sui monti, soprattutto negli Appennini. Nella primavera 1945 i partigiani, aiutati in certi casi dagli alleati, cominciarono a sferrare una serie di attacchi in diverse città per liberarle dalla dominazione nemica. Fu copioso il sangue versato, da ogni parte. Il 25 aprile 1945 i militari degli eserciti inglesi e americani sfondarono la linea Gotica (dal versante ligure di Levante a Romagna). Forti dell'avanzata degli Alleati, Alfredo Pizzoni, Luigi Longo, Sandro Pertini (che in seguito sarebbe diventato Presidente della Repubblica) e Leo Valiani, che facevano parte del comitato direttivo del CNL, proclamarono l'insurrezione nazionale di tutti i partigiani italiani contro i tedeschi e i fascisti. Nel capoluogo lombardo, il 25 aprile 1945, Pertini lanciò lo sciopero generale. Bisognava mettere il nemico di fronte a un bivio: «arrendersi o perire».

Festa della Liberazione il 25 aprile

La data del 25 aprile, dunque, è stata scelta come ricorrenza per la Festa della Liberazione perché ha un significato simbolico: fu a partire da quel giorno, nel 1945, che cominciò la ritirata dei tedeschi e dei soldati della Repubblica di Salò, dopo che alleati e partigiani avevano sfondato la Linea Gotica. La celebrazione venne introdotta dal decreto regio del 22 aprile del 1946. Lo fece il sovrano Umberto II su proposta dell’allora presidente del Consiglio Alcide De Gasperi. Il 2 giugno 1946 si svolsero le prime votazioni nazionali libere e a suffragio universale per i maggiorenni (all’epoca ventunenni), uomini e anche donne, chiamate alle urne per la prima volta, per decidere attraverso referendum se confermare lo stato monarchico o passare a quello repubblicano. Vinse la Repubblica, che venne istituita il 2 giugno 1946. Contestualmente fu eletta l’Assemblea Costituente, i cui membri si occuparono anche di scrivere il testo della Costituzione italiana: 139 articoli (di cui, i primi 12, principi fondamentali e valori supremi dello Stato tricolore, seguiti da diritti e doveri dei cittadini e cardini dell’ordinamento istituzionale) e 18 disposizioni transitorie e finali, con una connotazione fortemente antifascista.  

Festa della Liberazione oggi: gli eventi

Tre anni dopo, nel 1949, sia la Festa della Liberazione sia la Festa della Repubblica vennero istituzionalizzate e divennero, dunque, giornate di celebrazioni ufficiali nazionali, rispettivamente il 25 aprile e il 2 giugno. Da allora, ogni anno, in varie città d’Italia da Nord a Sud, il 25 aprile vengono organizzate manifestazioni pubbliche in memoria della Liberazione. Tra gli eventi tradizionali della Festa della Liberazione si tiene un omaggio solenne: a Roma il presidente della Repubblica italiana, insieme alle alte cariche statali, depongono una corona di alloro per commemorare i caduti e i dispersi italiani durante i conflitti. Il ricordo avviene presso il Milite Ignoto, all’Altare della Patria. Ogni anno a Milano – città che fu liberata dai nazifascisti proprio il 25 aprile e successivamente onorata con la Medaglia d’oro della Resistenza – per la Festa della Liberazione viene organizzato il corteo dell'Anpi (l'associazione nazionale partigiani). Ma sono tante le altre manifestazioni che si svolgono in diverse città italiane che animano strade e piazze.  

Immagine: Crediti iStock