Roma, 15 gennaio 2021 - Il 2020 è stato uno dei tre anni più caldi dalla fine del 1800 e ha rivaleggiato con il 2016 per il primo posto. A dirlo è l'Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm) che ha analizzato e consolidato i cinque più autorevoli set di dati climatici. Il riscaldamento è avvenuto nonostante un fenomeno naturale di raffreddamento del clima, La Niña, abbia rallentato a partire da settembre il riscaldamento globale e nonostante l'impatto della pandemia globale che ha ridotto le emissioni di gas serra, riduzione probabilmente compensata dalla minore emissione di polveri sottili (che riducono il riscaldamento globale), causata dalla riduzione dei trasporti e delle emissioni delle industrie.

"Il caldo eccezionale del 2020 è avvenuto nonostante un evento di La Niña, che ha un effetto di raffreddamento temporaneo - ha detto il Segretario Generale dell'Omm Petteri Taalas -. E' notevole che le temperature nel 2020 siano state praticamente alla pari con quelle del 2016, quando abbiamo visto uno dei più forti eventi di riscaldamento di El Niño. Ma la classifica delle temperature dei singoli anni rappresenta solo un'istantanea di una tendenza a lungo termine. Dagli anni '80 ogni decennio è stato più caldo del precedente e dobbiamo tenere presente che i gas che intrappolano il calore nell'atmosfera rimangono a livelli record e la lunga durata in atmosfera dell'anidride carbonica, il gas più importante, impegna il pianeta per il riscaldamento futuro".

"Tutti e cinque i set di dati rilevati dall'Omm - osserva l'agenzia delle Nazioni Unite - concordano sul fatto che il 2011-2020 è stato il decennio più caldo, in un persistente trend di cambiamento climatico a lungo termine. I sei anni più caldi sono stati tutti dal 2015, con il 2016, 2019 e 2020 tra i primi tre. Le differenze di temperatura media globale tra i tre anni più caldi - 2016, 2019 e 2020 - sono vistualmente indistinguibili. La temperatura media globale nel 2020 è stata di circa 14,9°C, 1,2 (± 0,1) °C al di sopra del livello preindustriale (1850-1900)". E 1.2 gradi è davvero una pessima notizia, perchè questo significa che ci siamo sostanzialmente "bruciati" gran parte dell'obiettivo massimo stabilito nell'accordo di Parigi: restare entro 1,5° gradi dall'epoca preindustriale.

Il target potrebbe essere raggiunto nel 2024 e comunque ragionevolmente entro il decennio. "C'è almeno una possibilità su cinque - secondo il Global Annual to Decadal Climate Update dell'Omm, condotto dal Met Office del Regno Unito - che uno dei prossimi 5 anni sia almeno 1,5°C più caldo rispetto ai livelli preindustriali, ma la probabilità aumenta con il tempo. Stimiamo anche che ci sia una probabilità del ~70% che uno o più mesi nei prossimi 5 anni siano almeno 1,5°C più caldi rispetto ai livelli preindustriali". "Questo studio mostra con un alto livello di competenza scientifica - ha osservato il Segretario Generale dell'Omm Petteri Taalas - l'enorme sfida che ci attende per raggiungere l'obiettivo dell'accordo di Parigi di mantenere l'aumento della temperatura globale di questo secolo ben al di sotto dei 2 gradi Celsius rispetto ai livelli preindustriali".

E' realisticamente percorribile, ancorchè complesso, l'obiettivo di contenere il riscaldamento entro i due gradi. Il target è raggiungibile anche grazie all'elezione di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti, che riporterà nelll'accordo di Parigi il secondo emettitore mondiale e grazie alle promesso di riduzione a medio termine fatte in primis dall'Ue e dal primo emettore globale, la Cina. Le promesse dovranno però essere tradotte in atti, e questo richiede investimenti e un impianto normativo coerente, ed è molto più difficile che fissare generico un target poltico.  

L'Omm utilizza set di dati (basati su dati climatologici mensili provenienti da siti di osservazione e navi e boe in reti marine globali) sviluppati e mantenuti dalla United States National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAAA), dal Goddard Institute for Space Studies della NASA (NASA GISS), dal Met Office Hadley Centre del Regno Unito e dall'unità di ricerca climatica dell'Università dell'East Anglia (HadCRUT). L'Omm ha utilizzato anche i set di dati di rianalisi del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio raggio (European Centre for Medium Range Weather Forecasts) e del suo Copernicus Climate Change Service, e della Japan Meteorological Agency (JMA). La rianalisi combina milioni di osservazioni meteorologiche e marine, anche da satellite, con modelli per produrre una rianalisi completa dell'atmosfera. L'attendibilità è quindi molto alta. 

La Nasa e il Copernicus Climate Change Service stimano che il 2020 sia stato, insieme al 2016, l'anno più caldo mai registrato. La NOAAA e il set di dati HadCRUT del  MET office hanno entrambi classificato il 2020 come il secondo anno più caldo dopo il 2016, mentre l'Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA)  ha classificato il 2020 come il terzo anno più caldo.  "Le piccole differenze tra questi dataset - sottolionea l'Omm - sono tutte entro il margine di errore per il calcolo della temperatura media globale".

Il Copernicus climate change service della Commissione Ue ha sottolineato che "in Europa la media di riscaldamento per il 2020 è di 1,6°C sopra la media del periodo 1981-2010, rendendo il 2020 l'anno più caldo con un chiaro margine. Il precedente anno più caldo per l'Europa è stato il 2019, anche se con un margine ridotto rispetto al 2015, 2014 e 2018. La sua temperatura media è stata di 1,2°C sopra la media del 1981-2010". Globalmente  l'anno 2020 è stato 0,62°C più caldo rispetto alla media del 1981-2010. Questo valore va aggiunto al livello preindustriale definito nel rapporto speciale dell'IPCC sul "Riscaldamento globale di 1,5°C". La temperatura media per il 2020 è quindi di 1,25°C al di sopra di tale livello"

"La conferma da parte dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale che il 2020 è stato uno degli anni più caldi della storia - ha detto il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres - è l'ennesima testimonianza dell'implacabile ritmo del cambiamento climatico, che sta distruggendo vite e mezzi di sussistenza in tutto il nostro pianeta. Oggi siamo a 1,2 gradi di riscaldamento e stiamo già assistendo a fenomeni meteorologici estremi senza precedenti in ogni regione e in ogni continente. Ci stiamo dirigendo verso un aumento catastrofico della temperatura tra i 3 e i 5 gradi Celsius in questo secolo. Fare pace con la natura è il compito principale del XXI secolo. Deve essere la priorità assoluta per tutti, ovunque".