Roma, 21 febbraio 2013 - <Avviare una procedura per imporre sanzioni ai paesi maggiormente coinvolti nel commercio illegale di avorio, che in questi ultimi anni si è arrivato a stimare essere il responsabile dello sterminio di circa 30mila elefanti africani ogni anno>. Lo chiedono Wwf e Traffic al Segretariato Cites internazionale, l'organismo che regola il commercio delle specie selvatiche. 

Wwf e Traffic, infatti, stanno esortando i 177 governi firmatari della Cites, che si ritroveranno a Bangkok dal 3 al 14 marzo a ridosso della sessione plenaria della Convenzione internazionale sul commercio delle specie minacciate di flora e fauna selvatiche (Cites), <ad adoperarsi per iniziare una procedura formale che porterebbe a restrizioni commerciali molto severe contro i peggiori criminali del commercio illegale di avorio>. 

Thailandia, Nigeria e Repubblica democratica del Congo <hanno fallito più volte nel mandato di contrastare i loro vergognosi mercati nazionali d'avorio, nonostante le norme della Cites abbiano messo fuori legge la vendita non regolamentata di avorio - spiega il Wwf - In base alle norme del trattato, gli Stati membri della Cites possono raccomandare che le parti smettano di commerciare con i paesi inadempienti riguardo alle 35.000 specie coperte dalla Convenzione: dal legname fino alle pelli coccodrillo o ai coralli vivi>. 

Questi paesi <sono al centro dei traffici mondiali di avorio illegale, in ogni analisi svolta del commercio di avorio negli ultimi dieci anni sono sempre stati identificati come quelli più coinvolti nel commercio illegale internazionale di avorio>, dichiara Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Traffic del Wwf Italia. <L'attuale domanda di avorio verso e da Paesi come Thailandia, Nigeria e Repubblica democratica del Congo, è all'origine del sempre più diffuso bracconaggio che coinvolge bande armate e ribelli e che vede sempre più gli interessi della criminalità internazionale. I paesi membri della Cites devono esigere responsabilmente uno stop a tutto questo e il pieno rispetto del diritto internazionale>.

A ribadirlo sono il Wwf e Traffic.  In Thailandia, il paese che ospiterà la conferenza Cites e uno dei più grandi mercati d'avorio non regolamentati a livello mondiale, <i criminali stanno approfittando delle leggi thailandesi che consentono la vendita di avorio di elefanti del posto per riciclare grandi quantità di avorio africano illegale attraverso negozi thailandesi - aggiunge il Wwf - gran parte di questo avorio viene acquistato dai turisti stranieri>.

<Ogni paese che ha firmato il trattato della Cites ha la responsabilità di proteggere gli elefanti dal momento che i governi degli Stati membri sono responsabili del loro coinvolgimento in questo commercio mortale>, continua Massimiliano Rocco, responsabile del Programma Traffic del Wwf Italia.  Il Wwf ed il Traffic stanno esortando anche la Cina <a risolvere seri problemi con l'applicazione sui suoi mercati di quell'avorio legalmente arrivato in quel paese ma che rischia di diventare un paravento dietro cui nascondere avorio di origine illegale>.

La Cites, continua Rocco, <dovrebbe pretendere dalla Cina dei seri miglioramenti nei controlli e nel monitoraggio dei suoi stock, e se non dovesse riuscirci avere il coraggio di considerare l'imposizione di restrizioni al commercio l'anno prossimo se non si avranno progressi significativi a breve>.  Grande interesse e un puntuale dibattito <dovrebbe essere promosso nella prossima Conferenza Cites anche sul traffico di corno di rinoceronte e sulle responsabilità di Vietnam e Mozambico oggi in questo traffico - conclude il Wwf - Un commercio illegale che bisogna stroncare con ogni mezzo>.
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net