di Lorenzo Gallitto
Roma, 28 dicembre 2012 - Anche Torino conferma il no ai botti di fine d'anno. Come nel 2011, sarà vietato, in città, sparare botti e petardi. A Torino non c'è stato bisogno di un'ordinanza specifica poiché il divieto è previsto dalle modifiche introdotte al 'Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città'' nella primavera dello scorso anno e dal Regolamento di Polizia Urbana. <Il nostro regolamento sulla tutela degli animali è all'avanguardia - ha commentato l'assessore all'Ambiente Enzo Lavolta - e molte altre amministrazioni comunali hanno preso esempio da Torino: si tratta di un traguardo di civiltà importante che abbiamo raggiunto>.

<Mi sento di fare appello alla responsabilità collettiva - ha aggiunto Lavolta - perché da parte di tutti ci sia non solo il rispetto della norma ma anche la volontà di tutelare i nostri amici animali e la voglia di festeggiare con loro senza costringerli a subire lo stress ed i danni, a volte anche molto gravi, causati dall'esplosione di petardi e fuochi d'artificio>.

E,  ormai a poche ore dalle celebrazioni di San Silvestro, si moltiplicano gli appelli ai comuni perché dicano no a botti e petardi.  Così Michela Vittoria Brambilla, parlamentare animalista, ha sottolineato: <Sono pericolosissimi per le persone e rappresentano una vera e propria tortura, a volte con effetto mortale, per gli animali>. Brambilla, anche a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, <ringrazia i sindaci che hanno già provveduto a vietare i botti di Capodanno> e rinnova l'appello a tutti i Comuni che non l'hanno ancora fatto, soprattutto quelli più grandi,  <a introdurre il divieto, a tutela di uomini e animali, e a non organizzare spettacoli pirotecnici>.

L'ex ministro del Turismo ricorda che <i  dati che le statistiche ci consegnano sono impressionanti: negli ultimi 4 anni i festeggiamenti della notte di San Silvestro, prevalentemente a base di botti, hanno provocato quattro morti e 1.950 feriti. L'anno scorso i feriti sono stati 561, di cui 76 bambini fino ai 12 anni. Gravissime le conseguenze sugli animali, terrorizzati e spesso uccisi dalle esplosioni>.  Le stime per difetto elaborate dai gruppi animalisti quantificano, ogni anno, in circa 5.000 le morti degli animali provocate dallo stress o dagli incidenti susseguenti ai festeggiamenti a base di botti.

Nel 2011 833 comuni avevano vietato i botti, oggi questa cifra ha toccato quota mille. L'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) ha esortato le amministrazioni a <prendere provvedimenti meno occasionali e più complessivamente rivolti al contrasto del fenomeno, e in particolare di quello illegale, proprio per le sue caratteristiche di pericolosità per l'incolumità di tutti, compresi gli amici a quattro zampe e gli altri animali>.

<Quest'anno festeggiamo senza botti. Possiamo divertirci lo stesso senza sparare petardi. E' una questione di rispetto e di responsabilità, consapevoli delle conseguenze che i botti possono avere per le persone e per gli animali>. Questo appello non arriva dal presidente di una organizzazione animalista ma dal sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. A Milano, però, al contrario dello scorso anno, la notte del 31 dicembre non sarà in vigore l'ordinanza antismog che dodici mesi fa proibì l'accensione di fuochi e, di conseguenza, l'uso di materiale pirotecnico di ogni tipo.

 Il Titano segua l'esempio di Torino, Genova e Bologna contro i botti di fine anno. Apas, associazione animalista sammarinese, a pochi giorni dalla notte di Capodanno, ricorda in una nota i contenuti dell'istanza d'Arengo promossa e presentata lo scorso 7 ottobre ai Reggenti che chiede di vietare su tutto il territorio, con l'eccezione delle sole feste nazionali, fuochi d'artificio, botti e petardi. I loro effetti infatti, spiega Apas, sono da configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali.

In attesa delle decisioni dell'ultima ora, la Lav, Lega antivivisezione, commenta positivamente le iniziative dei comuni che hanno deciso di dire no ai botti di Capodanno. <Da Vercelli a Foggia, passando per Pordenone e Cesena, sono già numerose le Amministrazioni che hanno detto il loro no ai botti di Capodanno. Una decisione senz'altro saggia – afferma Ilaria Innocenti , responsabile LAV del settore Cani e gatti – che mette al riparo da pericoli i nostri amici animali, siano essi domestici o selvatici, e che protegge senza dubbio anche l'incolumità delle persone.  La via può essere quella dell'ordinanza o quella del regolamento: il divieto non è una limitazione, ma un accorgimento di sicurezza che tutte le Amministrazioni dotate di senso civico  dovrebbero garantire>.

La LAV, come ogni anno, ha stilato un piccolo decalogo per stare più tranquilli la notte di San Silvestro:  Non lasciate i vostri animali da soli, ma teneteli al vostro fianco; non lasciateli mai all'aperto: la paura fa compiere loro gesti imprevedibili, il primo dei quali è la fuga. Non teneteli legati alla catena perché potrebbero strangolarsi;  se li tenete fuori consentitegli di trascorrere in casa almeno questa sera; non lasciateli sul balcone perché potrebbero gettarsi nel vuoto; dotateli di tutti gli elementi identificativi possibili (oltre al microchip, medaglietta con un recapito); evitate di disturbarli se si nascondono in un luogo della casa: considerano sicuro il loro rifugio; Accendete radio o tv per minimizzare l'effetto dei botti ; prestate attenzione anche agli animali in gabbia e non teneteli sui balconi; nei casi di animali anziani, cardiopatici e/o particolarmente sensibili allo stress dei rumori rivolgersi con anticipo al proprio veterinario di fiducia ed evitare i rimedi fai da te;  se l’animale scompare presentate subito una denuncia di smarrimento.

<Gli animali hanno una percezione delle detonazioni molto più acuta della nostra – spiega Ilaria Innocenti – e rumori improvvisi e così potenti possono gettarli nel panico, provocando tentativi di fuga, attacchi di panico, infarti e strangolamenti nel tentativo di scappare. Per questo la scelta migliore che possiamo fare è di tenerli al nostro fianco e farli sentire al sicuro>. <Vietare i botti di Capodanno – aggiunge infine Massimo Vitturi, responsabile LAV Caccia e fauna selvatica - è un gesto responsabile per tutti quegli animali selvatici, in particolare uccelli, che, colti d'improvviso da vere e proprie deflagrazioni, scappano via all'impazzata, scontrandosi mortalmente con vetri, muri o automobili>.
Lorenzo Gallitto
Per contatti con la nostra redazione: animali@quotidiano.net