Emilia romagna qualità pop

Verso le feste, consolandosi con vini di qualità e senza svenarsi. È lo stile dell’Emilia Romagna, regione pop anche per il vino. Divisa in tre, il nord rosso frizzante di Lambrusco (anche metodo classico, quello dello champagne), il centro bianco frizzante/fermo di Pignoletto, il sud rosso di Sangiovese con qualche isola bianca di Albana. Senza dimenticare i vini dolci/passiti divisi tra l’Albana romagnola Docg e i Colli piacentini e parmensi con le loro Malvasie.

Partiamo da nord, da Correggio dove la famiglia Lini ha le bollicine nel dna. Il metodo classico Rosè Lini910 millesimato 2015 è tra i campioni della casa. Affinato minimo 36 mesi sui lieviti, da uve pinot nero vinificate in rosa, perlàge finissimo e persistente, al naso è fragrante di lieviti e piccoli frutti di bosco rossi, al gusto fresco, suadente, garbatamente sapido. Perfetto su crostacei, sushi e carni bianche (in cantina 16,80 euro).

Scendendo a Modena, puntiamo sulla tradizione del Lambrusco. Il cavallo di razza di casa Chiarli è il Fondatore, un classico che non delude mai. Da uve Sorbara in purezza, presa di spuma con fermentazione naturale in bottiglia cui segue affinamento di sei mesi. Color rosso tenue tipico del Sorbara, gusto secco e sapido, piacevole bouquet, spuma fine ed evanescente, perfetto su tutta la cucina emiliana, ma anche su una pizza (10,50 euro).

I Colli bolognesi sono l’area più bianchista della regione. Qui domina l’uva Grechetto gentile, meglio conosciuta come Pignoletto. La cantina Manaresi lo propone in blend con sauvignon e chardonnay nel Duesettanta 2019, interpretazione moderna dell’incontro tra un autoctono e due internazionali, da sempre coltivati sulle colline di Zola. Ne esce un bicchiere sapido, fine ed elegante e insieme robusto (a 11,50 euro su manaresi.net).

Dove inizia la Romagna del vino? Certamente tra Bologna e Imola, a Castel San Pietro, dove la maison Umberto Cesari è pioniere e ambasciatore del Sangiovese nel mondo. Campionissimo della casa, premiato sulle guide di tutto il mondo, è l’ultimo nato, Resultum, sangiovese in purezza, affinato solo in acciaio/bottiglia. Dalle uve coltivate nel podere Miravalle, Resultum 2013 è un rosso succoso e godibile, con un intrigante aspetto olfattivo che racchiude un bouquet complesso di note floreali, fruttate e vegetali. Bell’ equilibrio tra struttura importante e bevibilità (63 euro sul sito umbertocesari.com).

Nel cuore della Romagna, a Predappio, uno dei terroir più vocati, Fattoria Nicolucci è un classico. La sua riserva Vigna del Generale (in commercio il millesimo 2017) è uno dei vini più premiati della regione, portabandiera del territorio. 100% sangiovese, nasce dalla vigna più vecchia (90 anni), fa 2 anni in botti grandi e il resto in bottiglia. Frutto, complessità, grande personalità, potente e insieme elegante, longevo (in enoteca sui 30 euro).