Veneto
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Una delle cose che questo annus horribilis ci ha insegnato è la pazienza. Chi va in montagna conosce da sempre l’importanza dell’attesa: la programmazione, lo zaino, la notte prima della partenza. Dalla montagna, a pensarci bene, si impara anche la rinuncia. Questo strano inverno, di grandi e sofferte privazioni, è sicuramente il momento giusto per riscoprirla con un ritmo lento. Passo dopo passo, sulle ciaspole o a piedi. 
In Veneto sono tanti gli itinerari per questo tipo di attività, dai Lessini alle Dolomiti Bellunesi, dall’altopiano di Asiago alle Prealpi. A Selva di Cadore, nell’Agordino, si parte da Pascul e si sale fino al ristoro Belvedere, di nome e di fatto: qui si schiude un panorama da favola, tra Civetta e Pelmo. Un must la sosta in rifugio con strudel e bombardino. Vista incredibile sul Pelmo anche nella ciaspolata che da oltre il Passo Staulanza porta al rifugio Città di Fiume. Spostandosi verso il Comelico, suggestive le strade che portano alle malghe Nemes e Klammbach nei pressi di Passo Monte Croce Comelico, tra Belluno e Alto Adige. 
Perfetto per lunghe passeggiate sulla neve è anche l’altopiano di Asiago, con una possibilità di escursioni davvero infinite, complice la morfologia di queste montagne, più dolci rispetto alle Dolomiti. Tra queste, una bellissima ciaspolata di quattro ore che dal rifugio Val Formica raggiunge l’incantevole cima Mandriolo. Sempre sull’altopiano dei Sette Comuni, splendido anche il giro che conduce a Malga Pusterle. 
La montagna vicentina è inoltre perfetta per lo sci nordico, mai così praticato a livello amatoriale come quest’anno. Persino Cortina d’Ampezzo, la Regina delle discese, che dal 7 al 21 febbraio ha ospitato i Mondiali di sci alpino, ha trovato una diversa raison d’etre. E così via alle “Passeggiate coi fiocchi”, nove percorsi da percorrere a piedi nel bosco in mezzo alla neve, su terreno battuto, abbracciando la natura. Uno dei pochi abbracci che ancora ci sono concessi