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Valle della Loira, 7 motivi per visitare il Giardino di Francia

All'ombra dei castelli noti in tutto il mondo nuovi giardini che risvegliano i cinque sensi, una perfetta fusione di teatro, danza, musica, scultura, pittura e gastronomia

All’ombra dei castelli della Valle della Loira è un tripudio di rose, frutti e farfalle. Un brulicare di vita e di bellezza, secondo un esempio che arriva da lontano: è il Rinascimento italiano a influenzare la creazione dei nuovi giardini per risvegliare tutti i cinque sensi, ognuno con qualche curiosità. Tante novità per rilanciare all’insegna del turismo lento e della sostenibilità una tappa classica del grand tour in Europa. Per un viaggio tutto da gustare.

1. Il Giardino di Leonardo a Clos Lucé

Qui, dove Leonardo da Vinci visse gli ultimi tre anni della sua vita, non poteva mancare il Giardino di Leonardo, frutto di due anni di ricerche. Nel giardino sono state reimpiantate più di 30 specie di piante disegnate dal Genio – pini, frassini, cipressi – ricostruiti dettagli di rocce, grotte, sorgenti e cascate. Per gli amanti della prospettiva atmosferica c’è persino la nebbia sullo stagno, che rievoca il famoso sfumato dei suoi dipinti. Un tuffo carico di suggestione nella vita, o nelle tante vite, dell’artista più poliedrico del Rinascimento.

2. I gelsi di Amboise

Nei giardini del castello di Amboise, dove Leonardo si trasferì alla corte di re Francesco I, dedicandosi al perfezionamento delle sue opere di ingegneria, l’offerta è davvero suggestiva. Dai “picnic panoramici e astronomici” nei prati, agli spettacoli notturni e ai concerti, c’è solo l’imbarazzo della scelta. L’ultima novità è la piantumazione di una cinquantina di gelsi (in totale saranno 180) per riproporre la storica tradizione della bachicoltura, introdotta qui nel ‘400 dal re Luigi XI che istituì le seterie reali a Tours. In collaborazione con la Maison Roze, l’ultima seteria, il Castello di Amboise inaugura quest’anno il primo Conservatorio del Gelso.

3. I vigneti a Chambord

Attorno al castello e ai giardini c’è un parco di 5.440 ettari, circondato da un muro lungo 32 chilometri. A fare la parte del leone sono gli orti biologici e sostenibili , con la novità gli orti in permacultura: 4 appezzamenti di orti bio e oltre 140 varietà antiche di meli, peri e peschi, più piante medicinali e aromatiche. E nei vigneti, è rinato il settecentesco vino di Chambord: due bianchi (un Romorantin e un Sauvignon) e un rosso AOC Cheverny (Pinot nero e Gamay)

4. A Chaumont il Festival dei Giardini

Da trent’anni il Castello di Chaumont-sur-Loire è lo scenario del Festival Internazionale dei Giardini. Tema dell’edizione 2022 il “giardino ideale”, in un mondo segnato dall’urbanizzazione, dai problemi riscaldamento globale, dal crescente desiderio di natura dell’uomo e dai bisogni alimentari.

5. Il parco all’inglese di Plessis Sasnières

Dimentichiamo l’ordine geometrico e i principi razionali che hanno ispirato gli architetti del giardino francese per tuffarci in uno scenario romantico. Qui possiamo imbatterci in un giardino creato secondo un “disordine ordinato” intorno al piccolo stagno e a una proprietà di fine ‘800. Piante imponenti – platano “orientalis”, castagno rosa, cedro del Libano – e fiori ovunque: rose, piante perenni, le magnolie e siepi. Per emozionare e soprattutto gustare, grazie a strutture di ristorazione che propongono verdure, frutta e fiori, offrendo prodotti locali e di stagione e dolci della nonna.

6. Un tuffo nell’arte a Villandry

Villandry è il più grande complesso rinascimentale della Valle della Loira. Quattro livelli di terrazze: l’orto-giardino – i giardini ornamentali – al terzo livello il Giardino d’acqua e il labirinto – e al quarto livello il Giardino del Sole, contemporaneo. Visite anche notturne e mostre di scultura, di pittura, di fotografia. Nel 2009, Villandry è stato il primo giardino del Centro-Valle della Loira e della Francia ad attuare una politica 0 fitofarmaci in un giardino così ampio. Da allora, questa tendenza si è estesa a molte aree di protezione della natura: i parchi di Villandry e Amboise sono entrambi “Rifugi LPO (Lega per la protezione degli uccelli)” e offrono ai visitatori l’opportunità di osservare più di 80 specie di uccelli.

7. A Rivau il trionfo delle rose

Attorno al castello del XV secolo, 15 giardini con una collezione di fiori sorprendente: 495 varietà di rose, iris, peonie, gigli, anche una rara raccolta di zucche. Da scoprire attraversando la Foresta Incantata, il Sentiero di Pollicino, Alice nel Paese del Rivau, il Giardino Segreto, il Giardino della Principessa Raperonzolo. Il giardino del Castello del Rivau è impegnato in un approccio globale sia in termini di conservazione, con due conservatori di rose e di verdure regionali, sia in termini di sensibilizzazione delle generazioni future, con la creazione di un giardino bioclimatico che necessita di poca acqua: è il Giardino delle farfalle.

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