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Valle d’Aosta, polenta e zuppe sono le regine ma anche la pasta può dire la sua

Polenta e zuppe sono le autentiche protagoniste della tavola valdostana. Ma anche la pasta può dire la sua sul desco regionale purché la stessa sia accompagnata dai deliziosi formaggi del territorio

Sebbene nella cucina della Valle d’Aosta prevalgano polenta e zuppe, la pasta certo non manca, in particolare se la stessa è declinata appunto ‘alla Valdostana’ ovvero con i formaggi. Fontina, ovviamente, in pole position. C’è dunque questo formaggio presente in moltissimi piatti, ma non dimentichiamo ad esempio la toma aromatizzata con le erbe di montagna o la toma di Gressoney. Il mix di queste due prelibatezze casearie è un ottimo e apprezzato condimento. Una salsa che si abbina a ogni tipo di pasta corta è composta da fontina messa a dadini in una padella con prosciutto ‘Jambon de Bosses’ a pezzetti, panna fresca e un po’ di burro. Un sughetto da preparare anche a casa. Quando il composto è caldo e la fontina si scioglie, si aggiunge la pasta cotta e si passa alla mantecatura con Parmigiano grattugiato.

Molto popolari sono le lasagne alla Valdostana, in bianco o col pomodoro. Anche in questo caso, dopo aver lessato la pasta, si scioglie la fontina nel latte con due tuorli d’uovo, per preparare una fonduta, alla quale si aggiungono dadini di lardo d’Arnad (un’altra squisitezza valdostana) rosolati nel burro. Si alterneranno strati di lasagne e di fonduta, poi si inforna il tutto per una ventina di minuti: Nella versione rossa, si aggiunge il pomodoro.

Ancora fontina protagonista di un primo tipico valdostano, gli ‘gnocchi alla bava’, gnocchi di patate e farina conditi con una salsa di fontina e toma di Gressoney sciolte a bagnomaria con un po’ di burro. Si aggiunge un uovo, si mescola e si condiscono gli gnocchi cotti in acqua bollente salata. Restando a Gressoney, tipici sono gli ‘Schwoarze Rediene’, gnocchi di grano saraceno, patate e farina bianca, da condire con speck rosolato nel burro ed erbe aromatiche. Particolari sono gli ‘chnéffléne’, bottoncini di pasta, tipici della zona dove si stabilirono, tra il XII e il XII secolo, i Walser. Gli chnéffléne sono, di fatto, delle palline fatte con farina, uova e latte. Si condiscono secondo la tradizione, con cipolla rosolata in padella e burro, ma anche con la fonduta. Un altro pieno di energia.

Top 5 della Valle d’Aosta

1 FETTUCCINE DI CASTAGNE ALLA WALSER

Le fettuccine di castagne derivano dalla tradizione Walser che usava farine povere al posto di quella di grano. Queste fettuccine oggi si preparano con farina di castagne e di grano duro e si condiscono con ragù di cacciagione.

LA CREMA DI FAVE DI OZEIN

La pasta corta – ditalini o maccheroncini – è protagonista del ‘favò’, la crema di fave tipica di Ozein, frazione di Aymavilles. Il favò è una crema che comprende anche la presenza di pane nero di segale, fontina, burro ed erba cipollina e, a piacere, salsiccia.

3 SEUPETTA DI COGNE CHE BONTÀ

La ‘seupetta di Cogne’ si distingue per il riso. Servono riso Carnaroli, pane, fontina, burro, brodo di carne. Il riso va cotto nel brodo, il pane rosolato nel burro. In una pirofila si mettono strati di pane, riso e fontina e si inforna a 180 gradi per 4 minuti.

4 TAGLIATELLE VALDOSTANE A TUTTO GUSTO

Vanno lessate le tagliatelle e sgocciolate al dente. Poi burro fuso. Messe in una pirofila, ne viene cosparsa la superficie con la fontina a dadini e funghi trifolati. Spolverate con pepe e gratinate in forno: una vera leccornia.

5 DIGRESSIONE LA POLENTA CONCIA

Non è pasta ok, lo sanno tutti. Ma questo primo-secondo sostanzioso non può non essere citato quando si parla di tradizione a tavola. E poi in questo periodo quando una porzione di questa meraviglia fatta con farina di mais, acqua, fontina e burro, ristora il corpo e anche lo spirito.