Valle d'Aosta
Valle d'Aosta

Quando un turista comune, e ancor più un escursionista, arriva ai piedi di una vetta che supera i 4000 metri di altezza, non può che alzare il mento verso l’alto, sgranare gli occhi e fare un sospiro di ammirazione. 
In Italia, i 4000 sono solo in Valle d’Aosta. Li chiamano i Giganti delle Alpi: rigorosamente in ordine di “statura”, il Monte Bianco i cui 4.810 metri di granito non sono secondi a nessuno sulle Alpi; il Monte Rosa a quota 4.634 (in dialetto patois “Roise” significa ghiacciaio); poi ancora il Cervino che con i suoi 4.478 metri è la montagna più riconoscibile (e forse la più fotografata) del mondo e il Gran Paradiso (4.061 metri) su cui insiste l’omonimo Parco Nazionale.


Le quattro montagne sono collegate da un sentiero ad anello che ha i due vertici a Courmayeur all’estremo nord ovest della regione e a Donnas, dalla parte opposta, a sud est. 


L’Alta Via numero 1 è la metà settentrionale dell’anello e segue in buona parte la linea del confine con la Svizzera con un superbo itinerario (percorribile anche in senso inverso) di quasi 200 km che sfiora le prime tre cime. È stata programmata una tabella perchè possa essere percorso in 17 tappe marciando dalle 3 alle 5 ore al giorno a un’altitudine media di circa 2000 metri di quota, sfiorando in qualche occasione i 3000. Si dorme spesso nel fondovalle generalmente in alberghi, campeggi, ma anche rifugi in quota e più raramente in bivacchi. Definire straordinari i suoi panorami appare limitativo: si parte dalla Val Ferret con il Bianco sempre negli occhi, si attraversa la valle del Gran San Bernardo e si percorre la selvaggia Valpelline per giungere in Valtournenche sovrastata dalla maestosità del Cervino. Da lì, quasi seguendo il tracciato delle piste da sci, si toccano Champoluc e Gressoney al cospetto del Monte Rosa, terra del popolo walser. Da qui è tutta discesa verso il fondovalle fino a Donnas. Completare l’itinerario è cosa tutt’altro che impossibile anche per escursionisti “normali” e il ricordo della fatica, degli scenari e dei momenti vissuti restituirà per sempre felicità e soddisfazione. 


L’Alta Via numero 2, sull’altro versante orografico della Dora Baltea, disegna i confini meridionali della Valle d’Aosta e in 14 giorni riporta da Donnas a Courmayeur chiudendo il cerchio lungo 370 km: si toccano nell’ordine Champorcher, Cogne, il Col du Lauson a 3.296 metri, la Valsavarenche, la valle di Rhêmes, la Valgrisenche e La Thuile, prima del punto d’arrivo in Val Veny a Courmayeur. L’Alta Via numero 2 attraversa il Parco Nazionale del Gran Paradiso in tutta la sua lunghezza e tutto ciò non può che accentuare la suggestione del percorso: il parco, già riserva reale di caccia e prima area protetta del nostro paese fin dagli anni ‘20, ha tre centri visitatore (a Cogne, Val Savarenche e Rhêmes-Notre-Dame) un giardino botanico (il Paradisia che attrae migliaia di visitatori ogni anno: luglio è il mese migliore per visitarlo in funzione delle fioriture) e ha un patrimonio naturale incalcolabile: camminare lungo i suoi sentieri permette di incontrare numerosissimi stambecchi, marmotte, aquile reali e perfino gipeti, recentemente reintrodotti, gli uccelli più grandi delle Alpi.