la terra dei Crotti
la terra dei Crotti

Se l’enogastronomia è una delle grandi motivazioni di un viaggio, le ragioni abbondano per non abbandonare la Statale 36 per lo Spluga e raggiungere la terra dei Crotti, cavità naturali formatesi in epoca preistorica ai fianchi delle montagne, tiepide d’inverno e fresche d’estate, che a Chiavenna e dintorni vengono usate come rifugi ideali per la conservazione di vini, salumi e formaggi e per forme informali di convivialità e ristorazione. Speciale anche la gamma di prodotti tipici. Lo è la “brisaola” (con la “i” e non con la “e” come nella vicina Valtellina) scala la gerarchia delle migliori “carni salate” del mondo alpino. Lo è il “Violino di capra”, ricavato dalla spalla o dalla coscia dell’animale, messo in salamoia e aromatizzato con spezie e vino rosso. Infine, speciali sono anche i “pizzoccheri chiavennaschi”, gnocchetti preparati con formaggio d’alpe semigrasso e mollica di pane raffermo.