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«Un tesoro tra mari, monti e boschi. La nostra vera forza è nella terra»

Librandi, storica azienda a conduzione familiare, racconta le meraviglie nascoste tra i vigneti calabresi

Racchiusa tra due mari, la Calabria offre un paesaggio mutevole e senza eguali, dalle cime impervie e i boschi rigogliosi nell’entroterra, fino alle chiare spiagge delle sue coste. L’azienda Librandi ha sede a Cirò Marina (Crotone), cittadina affacciata sul mar Ionio, con i suoi vigneti collinari e pianeggianti incastonati nella macchia mediterranea. «Da questo paesaggio unico – racconta Nicodemo Librandi, anima pulsante dell’azienda – noi Librandi traiamo ispirazione per incarnare la tradizione enologica di una zona da sempre vocata alla coltivazione della vite».

L’azienda – che conta 25 dipendenti in cantina e 80 nelle aziende agricole – è da sempre a gestione esclusivamente familiare: guidata fino al 2012 dai fratelli fondatori Antonio e Nicodemo Librandi, oggi, dopo la scomparsa di Antonio, l’azienda è condotta da Nicodemo, Raffaele, Paolo, Francesco e Teresa Librandi. Una scelta importante che vede i Librandi impegnati in prima linea in tutte le attività dell’azienda: dalla gestione dei vigneti alla commercializzazione. Le tenute di proprietà della famiglia Librandi contano complessivamente circa 350 ettari, dei quali 232 vitati, 80 a uliveto e i restanti boschivi. Da Rosaneti, il grande giardino sperimentale, alle vigne storiche di Ponta, dall’Arcidiaconato, terra d’incontro, a Pitaffo, con i suoi vigneti sul mare, fino a San Biase e Brisi.

«I vini della nostra famiglia – racconta Teresa Librandi – sono ambasciatori della nostra terra e della nostra cultura, idee che trovano la loro realizzazione nei vigneti di famiglia e nella dedizione che dedichiamo alla loro coltivazione». Le varietà utilizzate per la produzione dei vini Librandi sono otto. «Il 2021 è stato un anno di ripresa in termini sia di relazioni – traccia il bilancio dell’azienda –. L’export ha mantenuto livelli di vendita soddisfacenti, mentre per quanto riguarda il mercato interno le chiusure dei ristoranti hanno inevitabilmente portato a una contrazione degli ordini da parte del canale Horeca. A questa è corrisposta però un’accelerazione sul fronte della digitalizzazione, con una crescita dell’e-commerce molto positiva. A fronte di tutto questo, l’anno si è chiuso con una crescita che si attesta sul +3% in termini di fatturato complessivo».

Una produzione annua di vino che raggiunge due milioni e mezzo di bottiglie (25mila le bottiglie di olio prodotte), con una distribuzione che guarda per il 55% all’Italia e il 45% all’estero, principalmente in: Germania, Svizzera, Stati Uniti, Giappone, Danimarca, Belgio, Cina, Olanda, Inghilterra, Francia, Russia, Canada, Australia, Lussemburgo, Austria, Ucraina, Brasile. «Guardiamo con ottimismo al 2022 – concludono da Librandi – e con la speranza che la crisi sanitaria si mantenga sotto controllo e migliori progressivamente, mantenendo le aperture di tutte le attività produttive e permettendo lo svolgimento di eventi e fiere, entrambi molto importanti per il settore del vino».