Porta Bolzano
Porta Bolzano

Difficile poter battere il record di Hilde Van den Dries. Lei, belga d’origine, ha piantato il vigneto sugli antichi terrazzamenti attorno al convento benedettino di Marienberg, in alta Val Venosta a oltre 1300 metri. Qui la densità di castelli è sorprendente e per gli amanti del genere una sosta al Castel Coira di Sluderno o al Castel Juval di Naturno sono d’obbligo. Quest’ultimo ospita uno dei sei musei di Rheinold Messner, destinato all’idea del Mito nelle montagne. Lo sguardo dai giardini di Castel Monteleone a Cermes, merlato e turrito, si appoggia invece sulla Valle dell’Adige e su Merano. Della commistione di stili che caratterizza la città, quello liberty è il più evidente. Lo si individua in particolare sul Ponte della Posta e nel Kurhaus, palazzo polifunzionale, pensato come luogo di intrattenimento e cura. Le terme di Merano sono ancora oggi elemento di attrazione turistica, ma hanno decisamente cambiato aspetto, essendo ospitate in uno sfavillante edificio modernista dove si trovano le 25 piscine, aree relax e salute d’acqua al radon. Dalla Porta Passiria, uno degli accessi al centro storico, si può scegliere di visitare l’omonima valle, verso nord. Raggiunto Moso si apre la selvaggia e romantica Val di Plan, paradiso dello sci in inverno e ideale per ogni desiderio d’escursione in estate: dai boschi di quercia bianca ai tremila delle vette del Parco Naturale del Gruppo di Tessa. La sera ci si rinfranca in un’autentica osteria contadina, Buscheschank, la Pfefferlechner di Lana, dalla rustica cantina e vista sulla stalla.
A Bolzano si fondono fattori che guardano al passato come la Cattedrale e l’ottocentesca piazza Walther con il presente del Museion, il Museo d’Arte Contemporanea. Merita una sosta la vivace  Piazza delle Erbe prima di infilarsi nella verde Val Sarentino o, verso sud, sulla Strada del Vino. A Ora la facciata della chiesa di San Pietro raffigura San Cristoforo, patrono dei viandanti e dei viaggiatori, di buon presagio per chi proviene dal Trentino. A nord est del capoluogo Val Badia e Val Gardena sono due valli sorelle, di cultura ladina, aree turistiche tra le più rinomate a livello europeo per le vacanze attive. Sulle Dolomiti la fanno da padrona la bicicletta e l’arrampicata. Uno dei pezzi forti in Gardena è la Curona de Gherdëina, un trekking di 60 km e migliaia di metri di dislivello che percorre ad anello la corona di cime circostanti, dal Parco Naturale Puez–Odle sino al Sassolungo. In Alta Badia, culla dell’alta cucina, si possono praticare anche gli sport estremi come il base jumping. Da Bressanone si può entrare in Val Pusteria e da lì in Val di Sesto, dopo la visita al duomo di San Candido, costruito nei primi anni del XIII secolo. Chi vuole sentirsi a un passo dal cielo cammina sino al Rifugio Locatelli, con spettacolare vista sulle Tre Cime di Lavaredo. Oppure parte da Brunico e sale a Plan de Corones, il più spettacolare altopiano panoramico della provincia. Lo arricchisce l’edificio progettato da Zaha Hadid per un altro Museo Messner, dedicato al piacere del silenzio e alla decelerazione. Nella celebrazione di questi due stati d’animo alligna un altro primato. Tutto altoatesino.

Top 5 dell’Alto Adige

SCOPRIRE IL BLATERLE

Bolzano è uno dei capoluoghi più vitati della penisola e dalla sua ha un vitigno autoctono, il Blaterle. A bacca bianca e adatto a lunghi invecchiamenti, si trova presso il maso Nusserhof della famiglia Mayr, a sud est della città.

AFFRESCHI CAROLINGI

Malles e Naturno vantano alcune delle più antiche chiese dell’area di lingua tedesca. San Benedetto di Malles conserva affreschi carolingi. San Procolo a Naturno possiede affreschi esterni (del Quattrocento) e interni (dell’VIII secolo). 

TERME E VIGNETI

Per il clima mite, Merano è considerata la città più a nord del Mediterraneo. Le sue terme, i vigneti, il Castello di Rametz e i Giardini di Castello Trauttmansdorf sono le mete imperdibili.

FRUTTETI E VIGNE

Toccano Bressanone i pendii coltivati a vigneti e gli ampi frutteti. Nel centro bisogna trovare il tempo per visitare il chiostro del Duomo, di metà Trecento, e Casa Pfaunder in cui si fondono elementi d’architettura gotica e rinascimentale. 

SURF SUL LAGO

Il lago di Caldaro è balneabile e le sue acque sono le più calde dei laghi alpini. Luogo amato dai surfisti grazie al vento pomeridiano che spira dal lago di Garda, la Ora, nella parte meridionale ospita un biotopo in cui vivono oltre 100 specie di uccelli.