Umbria e Perugia, una scoperta dietro l’altra

Il cuore verde dell'Italia e il suo capoluogo, tesori da visitare

Umbria

Un grande palcoscenico per una piccola regione. Perché in Umbria “si amalgamano ingredienti di prima qualità, eterogenei, ma perfettamente e armoniosamente uniti tra di loro” come sintetizzato dalla presidente Donatella Tesei che a Expo ha voluto mettere sotto la lente l’aspetto naturalistico, quello architettonico, passando ovviamente per l’enogastronomia. E nel capoluogo Perugia si può trovare una perfetta sintesi di questi elementi distintivi. Il tour cittadino può dipanarsi dall’interno della prima cerchia di mura e porte etrusche per poi espandersi all’interno delle mura medievali che racchiudono i cinque quartieri storici.

Piazza IV Novembre è la principale. Nel cuore della città, presenta la Fontana Maggiore, Palazzo dei Priori (il municipio, nel cui atrio si trovano le statue originali della Griffin e il Leone, i simboli della città) al cui interno sono degne di nota la Sala dei Notari e la Sala della Vaccara, e la Cattedrale di San Lorenzo. Sulla fiancata dei Priori che affaccia su Corso Vannucci il Collegio della Mercanzia e il Collegio del Cambio mentre alla fine dello stesso Corso si apre Piazza Italia, delimitata da Palazzo Donini, Palazzo Cesaroni e dal Palazzo della Provincia e della Prefettura.

Dai vicini Giardini Carducci e dalla loggia del Palazzo della Provincia si arriva alle scale mobili che scendono nella Rocca Paolina, da cui si esce seguendo via Bagliona e attraverso la porta etrusca di Porta Marzia. Da qui, passando per i giardini con la Fontana del Nettuno, si raggiunge la chiesa di Sant’Ercolano. Risalendo attraverso l’omonima porta si giunge in piazza Matteotti dove si trovano l’Antico Palazzo Universitario e il Palazzo del Capitano del Popolo, della seconda metà del XV secolo, e la Chiesa del Gesù con i suoi tre oratori.

Proseguendo lungo via Volte della Pace, una stretta strada coperta che segue la curva delle mura etrusche su cui poggia, si raggiunge piazza Piccinino, il Pozzo Etrusco (esempio mirabile di ingegneria idraulica la cui visita riserva ancora il suono del ticchettio di poche gocce d’acqua, che invece un tempo nutrivano abbondantemente la città) e la Casa Museo di Palazzo Sorbello.

Da piazza Danti, scendendo lungo via Ulisse Rocchi, si incontra l’Arco Etrusco (o Arco d’Augusto il cui recente restauro, gli ha fatto riacquistare il bianco splendore del travertino originario). Risalendo via Battisti si costeggia un altro bel tratto di mura. Questa è la strada ‘panoramica’ per definizione, perché da lì la visuale sui tetti della caratteristica via dell’Acquedotto è davvero uno spettacolo emozionante, specialmente al tramonto.