Umbria
Umbria

A vederla dall’alto la distesa dei borghi è una collana tra il verde, un riassunto di bellezza e storia, di serenità e vita lenta intrisa di meditazione e silenzi. Quasi trenta sono i paesi dell’Umbria dall’indiscutibile certificato di autenticità: visitarli significa entrare in un tempo sospeso che profuma di astrazione totale dal presente. Qui si ripercorrono vicende antiche cristallizzate in mura di pietra, prospettive multiple, luci carezzevoli e penombre improvvise, acciottolati che registrano i passi del visitatore come una cantilena. Il registro di base parte dai padri etruschi transita per Roma, tocca memorie medievali, il tutto preservato splendidamente al riparo da manomissioni deturpanti. Nessuno sgarbo all’armonia del luogo, neppure interventi stonati, perché natura e arte si uniscono e assieme a loro il paese arroccato di preferenza sulla sommità di una collina si differenzia dagli altri. Ognuno con la sua carta di identità specifica: chi viene dalla romanità come Bevagna, chi porta nel nome la passione di Federico II per i rapaci come Montefalco, altri diventano un libro da sfogliare, tanto che il borgo più recente conta almeno 900 anni. E ognuno possiede uno spirito, un genius che lo distingue, anche i prodotti della terra sono diversi, la gastronomia possiede sfumature prelibate, gli eventi si susseguono con l’auspicabile ritorno alla normalità e si trasformano in un rituale, una tradizione mai da infrangere. Feste e ricorrenze, mercati che sbocciano e ripetono usanze, teatri con stagioni di richiamo sicuro, pinacoteche e chiese colme di autori che narrano episodi straordinari: Benozzo Gozzoli, Perugino, Pinturicchio per citare i maggiori ma dietro loro una teoria di pittori, scultori, costruttori che hanno dipanato genialità. Così la meraviglia si svela poco a poco.