È il luogo dove Europa centrale e Mediterraneo si prendono per mano. L’olio extravergine di oliva (in particolare il Garda DOP, sottozona Trento, ottenuto anche da varietà autoctone e rare come la Raza, la Favarol e la Rossanel. Si veda il sito oliogardadop.it) inciampa nei crauti, l’italica grappa compete gomito a gomito con salumi ai quali il filo di fumo conferisce connotazioni più nordiche, come nel caso della mortandela (saporito salume originario della Val di Non insaccato nell’omento). Contrade dove gli gnocchi si avvicendano quotidianamente ai canederli. Ma è nei formaggi dove lo scontro tra frontiere diventa più percepibile. Convivono infatti in pochi chilometri quadrati il formaggio a grana Trentino DOP e il Puzzone di Moena DOP (dalla crosta untuosa e dallo sferzante profumo che ricorda prodotti caseari d’Oltralpe), il Casolet della Val di Sole (che ha strette parentele in formaggi alpigiani lombardi) e il Dicka milch, il formaggio prodotto con latte di capra pezzata mòchena, dalla forma sferica e impastato con i semi di cumino, e infine, ça va sans dire, affumicato. Il Trentino: avamposto culinario di una e dell’altra cultura gastronomica.

Le imperdibili eccellenze
  1. 1
    Asparago bianco di Zambana
    La coltivazione dell’asparago bianco vanta una durevole tradizione lungo l’asta dell’Adige. Numerose testimonianze scritte fanno menzione dell’esclusiva bontà degli asparagi di Zambana sino dall’Ottocento, quando i turioni venivano spediti sui mercati di Innsbruck e Vienna. I terreni più adatti per le asparagiaie si estendono alla confluenza del torrente Noce: si rivelano soffici e fertili e danno asparagi turgidi, dritti e sodi che sottoterra, al riparo dai raggi solari e grazie a pellicole nere, rimangono candidi. Il terreno conferisce all’asparago di Zambana tenerezza, assenza di fibra e sapore particolarmente delicato. La raccolta è manuale e avviene per due mesi all’anno: da fine marzo a metà maggio. I 200 quintali di asparago bianco di Zambana cavati all’anno da una dozzina di agricoltori del paese ricevono rinomanza dalla tutela di Denominazione Comunale.
    denominazionecomunale.it
  2. 2
    Salmerino del Trentino IGP
    Dalla polpa bianca, soda, magra e asciutta con un delicato sapore di pesce, il salmerino è presente nelle acque del Trentino da sempre. Il salmerino ha trovato nelle acque fredde dei torrenti trentini l’ambiente ideale e lo stretto isolamento nei laghi alpini gli ha permesso di sopravvivere conservando le peculiari caratteristiche genetiche e organolettiche che lo hanno fatto apprezzare sulla tavola sin dai tempi del Concilio di Trento. Ancora oggi è vanto della cucina locale, cucinato al burro con erbe aromatiche, mentre un metodo per conservare intatte le fragranze di questo pesce d’acqua dolce.
    qualivita.it
  3. 3
    Ciuìga del Banale
    La ciuìga è un prodotto fresco a base di carne di suino alla quale vengono aggiunte rape cotte, da consumarsi preferibilmente cotta, affettata, da sola o accompagnata da crauti. Tipica della zona del Banale, nelle valli Giudicarie, la preparazione si concentra tra l’autunno e l’inizio primavera. In origine per la ciuìga si utilizzavano carni miste di suino e manzo di seconda scelta, mentre oggi entrano nell’impasto i ritagli di spalla, coppa, pancetta e gola con una percentuale di rape intorno al 35%. Una volta preparato l’insaccato, si procede all’asciugatura e all’affumicatura con legno di faggio. Infine la ciuìga passa in un altro locale per la conservazione, da dove viene prelevata per il consumo che deve avvenire entro il mese successivo alla produzione.
    palazzoroccabruna.it
  4. 4
    Grappa del Trentino
    L’arte della distillazione in Trentino ha radici profonde, che hanno segnato l’economia e la cultura popolare: i mastri distillatori citati in documenti dell’inizio Ottocento sono solo i pionieri delle oltre 30 distillerie esistenti oggi. Come due secoli fa, la Grappa del Trentino nasce da vinacce locali che sviluppano profumi e sapori particolarmente intensi grazie al metodo di distillazione più diffuso, che porta il nome del costruttore di alambicchi Tullio Zadra. Per evidenziarne l’esclusività, negli anni Sessanta nasce l’Istituto Tutela Grappa del Trentino che la qualifica tale se ottenuta esclusivamente da vinacce trentine e la rende riconoscibile con il marchio del Tridente. La Grappa del Trentino risulta limpida e brillante nella versione giovane e di colore da leggermente ambrato ad ambrato nelle versioni invecchiata e stravecchia. Finemente profumata, con sfumature fruttate e floreali nella versione giovane; più complesse e speziate nelle versioni invecchiata e stravecchia.
    grappatrentinadoc.it
  5. 5
    Susina di Dro DOP
    Le prime informazioni sulla coltivazione di susine nella zona della piana del Sarca risalgono a fine Duecento mentre l’allevamento su scala industriale inizia nel 1911 con la costituzione del Consorzio Cooperativo Lega dei Contadini del Bacino Arcense. La susina è un frutto dal colore che va dal rosso-violaceo al blu-viola scuro dalla polpa consistente di colore giallo e dal caratteristico sapore dolce-acidulo. Aspetti che sono dovuti alle particolari sostanze presenti nel terreno alluvionale e alle brezze regolari che spirano dal lago di Garda e garantiscono un’insolazione costante. Oltre che per il tradizionale consumo fresco, può essere essiccata o utilizzata per preparare succhi, confetture, gelati, sciroppi, bevande fermentate e distillati. È ottimo ingrediente per dolci. Si deve attendere agosto per conoscerla alla manifestazione annuale, “Dro: il tempo delle prugne”.
    trentinoagricoltura.it